La fondazione “Osteopathy Without Borders” è stata creata per contribuire a diffondere l'osteopatia nei paesi in via di sviluppo. Stiamo investendo sulla formazione osteopatica degli operatori sanitari locali e stiamo inviando ogni sei mesi, per due settimane, gruppi di osteopati per le missioni umanitarie.
Il CEO (College d’Etudes Osteopathiques) di Montreal, ente principale di una rete di otto scuole nel Canada, in Germania ed in Svizzera, ha organizzato missioni in Perù dal 2003 ed ha intrapreso la prima missione nel Pakistan nel 2007.
Nel luglio 2007, una squadra di tre osteopati (DOMP Katia Isaac-Villette, pDOMP Faisal Naqvi, e DOMP Sylvie Erb, tutti formatisi presso il CEO) è partita per Lahore, Pakistan, malgrado le quotidiane notizie di eventi violenti nel paese.
L’obiettivo era quello di trattare con metodi osteopatici la popolazione meno privilegiata della città di Lahore, e quella di un lontano villaggio nelle zone nordiche.
A Lahore, il Dott. chirurgo ortopedico Pervaiz Iqbal, ci ha invitati presso l'ospedale pubblico di Shaikh Zayed. Il Dott. Pervaiz capì rapidamente che l'osteopatia, come forma complementare di medicina, avrebbe potuto migliorare la salute della gente nel suo paese. Anche il professor Anwar Khan, direttore dell'ospedale e gastroenterologo, era entusiasta poiché ne aveva compreso i benefici.
Grazie al loro totale appoggio, abbiamo lavorato in vari reparti dell'ospedale.
La mattina eravamo impegnati con i pazienti esterni del reparto di fisioterapia, che vi si recavano per i loro problemi osteomuscolari.
Invece trascorrevamo il pomeriggio in altri reparti, compreso quelli di ortopedia, pediatria, gastroenterologia e neurologia. La nostra squadra è stata accolta con entusiasmo e i risultati sono stati soddisfacenti.
Il team di Osteopathy Without Borders ha lavorato per esempio con un ragazzo alle prese con una contrattura ischemica, la condizione per cui il braccio è in flessione e la mano è vicina alla spalla. Dopo un trattamento di 45 minuti, il suo gomito e le sue dita hanno quasi completamente recuperato la loro mobilità e soltanto il polso è rimasto flesso. Grazie al positivo esito del trattamento le sue cure previste in ambulatorio sono state annullate.
Abbiamo anche incontrato, il giorno prima della sua terza operazione, un uomo con una frattura non ancora rimarginata dopo tre anni da un incidente. La nostra squadra ha trattato ciò che stava interferendo con il suo asse centrale e il suo sistema circolatorio; ora ci aspettiamo che le sue ossa si calcifichino durante il prossimo intervento.
Dopo due giorni di lavoro presso il reparto di pediatria, siamo tornati a controllare come stavano i nostri pazienti. Molti di loro avevano risolto i propri problemi e sono guariti per esempio dalla polmonite, dalla diarrea e dai problemi alle vie urinarie. Coloro che presentavano ritardi di sviluppo sono migliorati, ma hanno avuto bisogno di ulteriori trattamenti, poiché il loro sistema fisiologico di autoguarigione, che l'osteopatia sostiene, era più debole.
I risultati del dipartimento di Gastroenterologia sono stati impressionanti.
Molti pazienti soffrivano per le complicazioni dell'affezione epatica cronica (post epatite). I casi di ascite grave (presenza di liquido nell’addome) sono stati alleviati facilmente e abbiamo potuto vedere le loro pance sgonfiarsi durante il trattamento. Il giorno seguente abbiamo visto un paziente recuperare il colorito naturale, sedersi e riprendere forza.
Nel corso della prossima missione documenteremo i nostri successi in modo da presentare dati che convalidino l’utilità dell'osteopatia negli ospedali del Pakistan.
Inoltre, abbiamo presentato il nostro lavoro in altri due ospedali, tra cui quello di Shalamar (una struttura privata che offre cure a pagamento) e quello di Shauqat Khanum (un centro caritatevole per la cura del cancro).
Con numerosi volontari per la nostra prossima missione, saremo in grado di lavorare in entrambi gli ospedali.
Oltre ad operare nella città di Lahore il team di Osteopathy Without Borders si è recato presso il villaggio di Hoper, nelle zone nordiche, situato a cinque ore dalla principale città montana di Gilgit. Il villaggio attraversava un periodo particolarmente problematico, un solo medico lavora presso il B.H.U. (unità di base della salute) e aveva in cura circa 70-80 pazienti al giorno.
Il dottor Wajahat, che dispone di mezzi limitati, ha accolto la nostra squadra ed è parso molto interessato a offrire cure osteopatiche ai suoi pazienti. Abbiamo lavorato su molti casi di problemi ortopedici cronici e con almeno una dozzina di bambini alle prese con infezioni e ritardi di sviluppo.
Nell’ottobre del 2007, Haider Ali e Usmara Zafar, fisioterapisti pakistani di Lahore, hanno iniziato il loro corso introduttivo al primo anno di osteopatia. Si sono uniti a noi durante l’estate all'ospedale di Shaikh Zayed ed erano così impressionati dall'efficienza di osteopatia che si sono impegnati a viaggiare sei volte l’anno per cinque allo scopo di diventare i primi osteopati pakistani.
Il nostro programma è di portare tra qualche anno gli insegnanti da Montreal nel luogo dove si trovano Haider e Usmara per preparali a insegnare al maggior numero possibile di pakistani.
L'osteopatia è un'integrazione preziosa dell'offerta sanitaria pakistana, grazie alla sua efficienza e al basso costo. Come dimostrato dalla nostra missione, molti pazienti sono completamente guariti dai loro problemi o, come minimo, sono stati molto aiutati dal trattamento allopatico.
Grazie al lavoro della fondazione possiamo assicurare che l’osteopatia sarà in grado di contribuire allo sviluppo dei paesi più svantaggiati e di aiutare la popolazione a raggiungere alti livelli di salute e benessere.
Per donazioni o informazioni, contattare :
Sylvie Erb
tel: 1-917-582-9245
e-mail: Sylvieerb@rcn.com
Osteopathy Without Borders
30 East 40th Street, Suite 905
New York, NY 10016 USA