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L'opinione di Still sui farmaci

20 Marzo 2013#11:43 | pubblicato da: Massimo Valente | nessun commento

“Chiamiamolo commercio, perché l'uso dei farmaci non è una scienza”. Questo il pensiero espresso nel 1899 da Anddrew Taylor Still - fondatore dell'Osteopatia nonché medico e chirurgo - nella sua prima opera sulla Filosofia dell'Osteopatia (ed. Castello) in cui rincara la dose sull'argomento asserendo che: “nella maggior parte dei casi, quando il cacciatore della salute somministra un farmaco, prescrive una dose per la guarigione e nove per i dollari!” (Capitolo XIV, p. 131).

L'Osteopatia dunque non prevede l'uso di “composti chimici”, come li definisce Still, quali rimedi. Piuttosto ritiene che tutte le parti dell'organismo umano funzionino sulla base di composti chimici” e che il compito dell'osteopata sia quello di “localizzare con precisione e identificare la causa del problema per rimuoverla, cercando di ripristinare il normale movimento della macchina della vita”.

Per comprendere più a fondo il pensiero di Andrew Taylor Still sui farmaci, riproponiamo un passaggio significativo di una sua lezione del 25 aprile 1895 e riportata nella sua Autobiografia (ed. Castello), un'opera pubblicata per la prima volta nel 1897 e ristampata nel 1908, in cui Still spiega la nascita dell'Osteopatia.
“La scienza medica – scrive – ha chiamato in aiuto circa dodicimila diversi tipi di farmaci (oggi sono molti di più n.d.r) nel tentativo di curare le malattie. Con tutto ciò le persone che praticano questa professione non sono soddisfatte dei risultati. Questa lunga lista di veleni è un tentativo per dimostrare che Dio ha fallito nel prevedere una legge grazie alla quale la malattia possa venire raggiunta e arrestata. Io credo che Dio non abbia fatto alcun errore, credo che sia stato l'uomo a sbagliare quando si è assunto la responsabilità di iniettare sostanze velenose nel corpo umano come rimedio contro la malattia, invece di applicare le leggi della creazione fino alla fine. E' qui che l’osteopatia e la medicina si separano”.

Nella sua ultima opera Osteopatia. Ricerca e Pratica (ed. Castello), A.T. Still riassume sinteticamente i capisaldi dell'Osteopatia, stilandone una sorta di programma riassunto in 9 punti in cui, tra gli altri, esprime chiaramente l'opposizione all'uso dei farmaci come rimedi e l'opposizione alle vaccinazioni. Nell'Osteopatia, infatti, “la causa di malattia è vista esclusivamente come il risultato di anomalie anatomiche seguite da un disordine fisiologico. Per curare il paziente – scrive ancora Still nel libro – le parti in condizioni anomale devono essere riportate alla normalità”.

Nel 1874,  anno in cui di fatto fonda l'Osteopatia, Still dichiara: “La regola dell'arteria è assoluta, universale; essa non deve essere ostruita, altrimenti sorge la malattia. Il corpo umano è la farmacia di Dio ed ha in sè tutti i liquidi, farmaci, olii lubrificanti, oppiacei, acidi ed antiacidi, e tutti i tipi di farmaci che la saggezza di Dio ha pensato necessari alla felicità dell'uomo ed alla sua salute”.

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