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Dolore ai capezzoli: se presentano regadi?

10 Novembre 2013#11:23 | pubblicato da: Massimo Valente | nessun commento

Una tecnica sbagliata di suzione, dovuta a attaccamento errato al seno, è la causa principale di dolore e ragadi. Un'altra causa è da attribuire ai limiti posti alla durata della poppata o al numero delle poppate: ciò porta il bambino a succhiare in maniera scorretta perché la mammella è troppo tesa: vedi la giusta suzione.

Il migliore trattamento dei dolori ai capezzoli è la prevenzione. La migliore prevenzione è attaccare il neonato al seno in modo corretto, fin dal primo giorno.

 

Il testo che segue è tratto dall'articolo del Dott. Jack Newman MD FRCPC "Sore nipples"
Tradotto da Ulrike Schmidleithner - www.allattiamo.it

I capezzoli si infiammano normalmente per uno dei due seguenti motivi o per entrambi:

  1. O il bambino non è posizionato bene al seno e quindi non si attacca nel modo giusto
  2. oppure non succhia bene, o tutt'e due.

Fra l'altro il bambino impara a succhiare bene, ricevendo il latte dalla mammella quando è attaccato in modo corretto. (Cioè impara con la pratica). Perciò problemi di "suzione" sono spesso causati dal fatto che il bambino non si è attaccato bene alla mammella. Anche un'infezione da funghi (causata da candida albicans) potrà essere la causa del dolore ai capezzoli. Il dolore causato da un bambino che non è attaccato bene al seno e da una suzione non appropriata, si accentua nel momento in cui si attacca il bambino e normalmente migliora quando il bambino succhia. Il dolore proveniente da un'infezione da funghi invece può protrarsi per tutta la poppata e addirittura continuare quando il bambino si è staccato dal seno.

Le donne descrivono il dolore proveniente dalle prime due cause come lancinante. Il dolore provocato da un infezione da funghi invece viene descritto come un bruciore, ma può anche non avere questa caratteristica. Se i capezzoli cominciano a far male improvvisamente e inspiegabilmente dopo un periodo di poppate senza questi problemi, può significare che il dolore è provocato da un'infezione da funghi, ma il dolore potrebbe aumentare in modo graduale oppure aggiungersi a dolori provenienti da cause diverse. Le ragadi possono essere provocate da un'infezione da funghi. Anche malattie della pelle possono provocare dolori a inizio tardivo ai capezzoli. Ci sono molte altre cause che possono provocare dolori ai capezzoli.

"I capezzoli diventano bianchi quando il bambino si stacca dal seno"

Il dolore associato al capezzolo che diventa bianco viene spesso descritto dalle madri come "bruciore", ma generalmente questo comincia soltanto dopo la poppata. Può durare diversi minuti o più, dopodiché il colore del capezzolo torna normale, ma poi un nuovo dolore comincia, che viene descritto dalle madri come "lancinante". Questo dolore lanciante può durare per qualche secondo o anche minuto e il capezzolo può nuovamente diventare bianco. La causa sembra essere uno spasmo dei vasi sanguigni dentro il capezzolo - spesso chiamato "vasospasmo" o "Fenomeno di Raynaud" - (quando diventa bianco), seguito da un rilassamento (quando il colore del capezzolo torna normale).
Qualche volta questo dolore continua quando il dolore durante le poppate non è più un problema, così che la madre sente dolore soltanto dopo che il bambino si è staccato dal seno, ma non mentre poppa.

Che cosa si può fare?

  • Attenzione ad attaccare il bambino alla mammella in modo corretto (link sezione VIDEO) Questo tipo di dolore viene quasi sempre associato alle probabili cause di dolori durante le poppate, che spesso sono anche all'origine del dolore in questione. Il migliore trattamento per questo vasospasma è quello che si usa anche per gli altri tipi di dolore ai capezzoli. Dopo aver risolto il problema principale responsabile per i dolori ai capezzoli, anche il vasospasma sparisce.
  • Applicazioni calde (una spugna calda, una bottiglia con acqua riscaldata, asciugacapelli) sui capezzoli subito dopo la poppata potranno prevenire o diminuire la reazione. Un caldo asciutto è normalmente meglio di un caldo umido perché l'umidità può causare ulteriori danni ai capezzoli.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità, nel documento diffuso nel 2003 "L'allattamento al seno: come praticarlo con successo, una guida praticaper gli operatori sanitari", offre alcuni
consigli utili in caso di ragadi:
1.
Far poppare più spesso il bambino per prevenire l'ingorgo.
2. Provocare il riflesso d'emissione del latte prima di attaccare il bambino al seno (vedere la voce: “Difficoltà con il riflesso d'emissione, pag. 25”).
3. Offrire prima la mammella con il capezzolo meno dolente, poi cambiare ed offrire l'altra (ricordandosi che non si deve staccare il bambino dal seno senza prima inserire il dito fra le gengive per interrompere la presa).
4. Variare la posizione d'allattamento per cambiare il punto del capezzolo dove il bambino esercita più pressione.
5. Permettere al bambino di poppare quanto vuole, non limitando la duratadelle poppate.
6. Limitare le poppate per conforto se fa troppo male (offrendogli magari come sostituto il polpastrello del proprio dito ben pulito, con l'unghia tagliata e girato verso il palato).
7. Togliere il bambino dal seno con cautela e solo dopo aver interrotto la presa inserendo il dito fra le gengive.
8. Alla fine della poppata lasciare sul capezzolo qualche goccia di latte materno. Applicare dell'acqua calda ai capezzoli: è un vecchio rimedio efficace che è stato riscoperto da poco.
9. Evitare l'uso di sapone, creme varie e spray.
10. Tenere asciutti i capezzoli.
11. Esporre all'aria il più possibile i capezzoli, almeno di notte.
12. Se sembra indicata, applicare delicatamente al capezzolo della lanolina- preferibilmente del tipo anallergico e purificato di elementi inquinanti. (La maggior parte delle pomate NON aiutano e possono anzi causare problemi.)
13. Se allattare al seno è troppo doloroso si può allattare il bambino usando un paracapezzolo per uno-due giorni al massimo oppure spremere il latte a mano per evitare trauma ulteriore al capezzolo, dando al bambino il latte spremuto, meglio se con tazzina o cucchiaino, non col biberon.




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