L'arrivo dell'osteopatia in Inghilterra
L’osteopatia fu introdotta in Europa per opera di John Martin Littlejohn. Nacque nel 1865 a Glasgow, dove studiò diritto, letteratura, teologia, lingue orientali e la sua eclettica formazione continuò fino al 1889 quando approdò allo studio dell’ anatomia e della fisiologia sotto la direzione dell’eminente fisiologo Dr. Mac Kendrick.
Per motivi di salute si trasferì nel 1892 negli Stati Uniti, e si laureò in economia politica.
Considerata la sua formazione e le capacità acquisite, molto presto gli vennero affidate responsabilità universitarie, precisamente nell’ Amity College Springs in Iowa.
Ma fu nel 1897 che Littlejohn conobbe il Dott. A.T. Still per un consulto medico, e rimase tanto colpito dai risultati terapeutici ottenuti che decise di studiare l’osteopatia nel College di Kirksville.
Nel 1898 lasciò la presidenza dell’Amity College e si iscrisse all’ American School of Osteopathy.
Grazie alla sua notevole formazione universitaria presto gli fu affidato l’insegnamento della fisiologia, e in tale materia Littlejohn pubblicò due libri.
Concluse i suoi studi e si laureò in Osteopatia nel 1900, poco dopo fondò una scuola di osteopatia a Chicago che chiamò American College of Osteopathic Medicine and Surgery.
Nel 1903 viaggiò in Europa valutando la possibilità di fondare una scuola di osteopatia, cosa che accadde quando 1913 tornò definitivamente in Inghilterra per fondare a Londra il 7 marzo del 1917 la British School of Osteopathy (BSO). Isituto che rimane tuttora un riferimento internazionale nel campo dell’insegnamento e della clinica osteopatica.
John Littlejohn ha proseguito l’opera di Still, avvalendosi naturalmente di quei nuovi elementi apportati dallo sviluppo delle scienze mediche e della medicina scientifica. Studiò particolarmente le relazioni che esistono tra i vari livelli della colonna vertebrale e gli organi del corpo, ed anche l'adattamento dell'uomo alla verticalità.
Tuttavia ha molto insistito sulla relazione esistente tra l'organismo vivente e il suo corpo, affermando che la salute è principalmente la conseguenza dell'armonia di questa relazione.
"Il grande principio dell'equilibrio si applica alla relazione tra l'organismo inteso come tutto e il suo ambiente. Nulla di ciò che viene dato al sistema dell'esterno può sostituire l'autosufficienza dell'organismo, ossia la sua capacità di autoguarirsi”
(John Martin Littlejohn, Notes sur les principes de l'ostéopathie, p. 15.)
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