| Per l’Osteopatia, come per qualsiasi altra disciplina scientifica, la possibilità di pubblicare i risultati delle proprie ricerche su riviste indicizzate è subordinata all’esame di una commissione scientifica interna alla rivista.
Il primo obiettivo che un autore si deve porre è la scelta della rivista indicizzata a cui inviare la propria ricerca.
Questa deve avere un interesse rispetto il campo d’indagine e gli obiettivi della sperimentazione: la pubblicazione di uno studio con precisi criteri aumenta il prestigio della rivista. Ma non solo, l’autore stesso ha interesse che la rivista abbia una visibilità e una credibilità internazionale, ossia sia indicizzata.
Il valore di indicizzazione di una rivista scientifica è stimato sulla base dell’informazioni da due enti internazionali, l’Institute for Scientific Information (ISI) e la National Library of Medicine (NLM).
L’ISI calcola il valore sulla base di specifici criteri bibliometrici, quali l’Impact Factor (IF), l’Immediacy Index, l’Article Counts, la Cited Half Life, che si riferiscono a diversi aspetti della pubblicazione. L’IF è calcolato monitorando per tre anni il numero di pubblicazioni in cui gli articoli di una rivista vengono citati ed è il principale strumento per le case editrici, le università e i ministeri per valutare la produttività e il prestigio dei loro ricercatori.
La NLM, ente statunitense leader mondiale tra le biblioteche d’nteresse medico scientifico, ha creato un archivio informatizzato, Meline, con un motore di ricerca di facile utilizzo PubMed. Comparire su PubMed offre una vetrina mondiale a chi pubblica il proprio lavoro su una delle sue riviste archiviate ed è allo stesso tempo garanzia del valore scientifico di questo.
Per quanto riguarda l’ambito prettamente osteopatico, l’unica rivista indicizzata e reperibile su PubMed è il Journal of American Osteopathic Associationi (JAOA); molti ricercatori pubblicano sulle maggiori riviste di medicina riabilitativa (Spine, etc) e di altre specializzazioni.
Le riviste scelgono gli articoli da pubblicare sulla base di tre caratteristiche:
- Il curriculum del gruppo di ricerca
- Il rispetto dei criteri con cui si strutturano e si eseguono i protocolli di ricerca
- L’impact factor della bibliografia
L’editor decide quali articoli pubblicare, sull’analisi effettuata da una commissione scientifica: le riviste più accreditate richiedono anche l’opinione di consulenti esterni.
Le prime informazioni vagliate sono quelle inerenti l’autore: la maggior parte delle ricerche è frutto del lavoro di più persone, il gruppo di ricerca.
Dall’elenco degli autori si possono desumere diverse caratteristiche sulla qualità dello studio: ambito di competenza del gruppo di ricerca (background professionale, etc), i centri coinvolti nello studio, il responsabile della ricerca (corresponding author), eventuali paternità regalate.
Quindi viene analizzata la struttura della sperimentazione in tutte le sue sfaccettature:
- Descrizione dei criteri di inclusione ed esclusione del campione;
- Dimensione del campione e uniformità;
- Presenza del gruppo di controllo;
- Randomizzazione dell’intervento;
- Riproducibilità dei metodi di misurazione;
- Descrizione dell’intervento sia nel gruppo di controllo che nel gruppo sperimentale;
- Descrizione del procedimento di raccolta delle misurazioni;
- Presenza di cieco;
- Adeguata analisi statistica (stabilire se presente correlazione tra le due variabili con intervallo di confidenza);
- Presentazione dei dati statistici attraverso grafici e tabelle;
- Discussione dei risultati evidenziando gli aspetti positivi e negativi dello studio.
Quindi viene presa in considerazione la qualità della bibliografia attraverso la stima l’Impact Factor delle fonti citate.
Esistono diversi tipologie di articolo pubblicate: in linea generale è possibile suddividerli in 3 categorie:
- STUDI OSSERVAZIONALI – il ricercatore osserva attentamente i soggetti della ricerca ponendo questionari o prelevando campioni.
- STUDI SPERIMENTALI – il ricercatore interviene per assicurarsi che alcuni o tutti i soggetti ricevano un trattamento o facciano una determinata esperienza.
- REWIEW – il ricercatore effettua una metanalisi degli studi e dei risultati già pubblicati inerenti un determinato argomento
Tra gli studi osservazionali pubblicati, i più frequenti sono:
- CASE REPORT: resoconto di un caso clinico particolare. Non da tutti gli editori è considerato uno studio scientifico.
- STUDIO TRASVERSALE: descrizione della presenza o assenza di determinate caratteristiche cliniche in un campione selezionato. Si valuta la prevalenza di una condizione o l’incidenza (prevalenza in un determinato arco di tempo).
- STUDI LONGITUDINALI: descrizione della presenza o assenza di determinate condizioni cliniche in un periodo di tempo piuttosto lungo. Il rilevamento dei dati avviene attraverso follow-up.
- CROSS-SECTIONAL: si valutano due diversi campioni – con patologia e senza – e si stabilisce se sono più o meno in relazione con il fattore di rischio.
- STUDI CASO-CONTROLLO: Si considera un gruppo che abbia un determinato fattore di rischio (gruppo dei casi) e uno che non lo presenti (gruppo dei controlli).
- STUDI DI COORTE: i soggetti dello studio si suddividono a seconda che abbiano ricevuto o meno un’esperienza. Si valuta a distanza di tempo, se sviluppano una determinata condizione.
Per quanto riguarda gli articoli inerenti studi sperimentali tutti hanno una struttura di base comune:
lo studio sperimentale randomizzato controllato è divenuto l’unico modo accettabile per giudicare l’efficacia di un trattamento. Due gruppi randomizzati e omogenei sono posti a confronto dopo trattamento terapeutico e trattamento simulato, con variabili di esecuzione e di valutazione controllate e riproducibili.
Infine, un’importante fetta delle pubblicazioni sono le literature reviews: elaborati scritti concernenti i contributi scientifici pubblicati, su un dato argomento, da autori accreditati.
L’obiettivo è quello di rappresentare al lettore quali conoscenze e quali idee sono state espresse su di un dato argomento, nonché l’autorevolezza ed i consensi che, intorno ad esse, si sono consolidati.
La meta-analisi è il metodo quantitativo per offrire dei risultati con le review: consente di combinare i risultati di studi indipendenti (di solito tratti dalla letteratura pubblicata) e che vengono sintetizzati e utilizzati per valutare l’efficacia terapeutica, la validità dei test e la progettazione di nuovi studi.
I gruppi di ricerca in Osteopatia devono rispettare queste norme se vogliono accedere a pubblicazioni scientifiche internazionali.
Le ricerche osteopatiche finora pubblicate a livello internazionale sono studi randomizzati e controllati in singolo cieco che indagano l’efficacia del trattamento osteopatico a confronto con la terapia medica usuale , sensibilità, specificità e concordanza dei test manuali osteopatici, la relazione tra un protocollo di indagine palapatoria o di trattamento specifico e variabili fisiologiche (come pressione arteriosa, spirometria, etc).
Le svariate metodologie di valutazione delle variabili monitorabili si avvalgono con efficacia dei mezzi a disposizione della medicina, come questionari di disabilità o sul dolore, esami strumentali (Rx, TC, RMN, Ecografia), esami posturali standardizzati (stabilometria, podoscopia, filo a piombo).
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