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La vitamina C come rimedio alle malattie cardiovascolari

Giovedì 1 Agosto 2013#12:01 | pubblicato da: Massimo Valente | un commento

Cosa causa le malattie cardio vascolari? Una spiegazione sorprendente ci viene fornita dal dott. Matthias Rath, fondatore della Medicina Cellulare e successore del doppio premio nobel, per la pace e per la chimica, Dr. Linus Pouling (visita il sito lpi.oregonstate.edu), che ha aperto nuovi orizzonti sul controllo di numerose malattie, tra cui quelle cardiovascolari e il cancro, con lo studio delle vitamine, in particolare della vitamina C.

L'assunto principale è che l'alimentazione fornisce l'energia per ogni processo del corpo in cui sono coinvolte bilioni di cellule. Nel caso delle malattie cardio vascolari - spiegava già nel 2003 il dr. Rath in un'intervista pubblicata su La Leva di Archimede - che “la vitamina C è necessaria a produrre le molecole di collagene che rafforzano il nostro corpo e il sistema di vasi sanguigni. Quanto maggiore è la quantità di vitamina C, tanto più è presente il collagene; quanto più sono stabili le pareti dei vasi sanguigni tanto meno si verificano gli infarti”.

La vitamina C, secondo la Medicina Cellulare, agisce sul rafforzamento della parete arteriosa.
A questo proposito c'è un video esplicativo messo in rete dalla fondazione del dr. Rath di cui consigliamo la visione; lo troverete in fondo a questa pagina.

L'arteria è composta da un lato un rivestimento esterno definito tunica esterna della parete arteriosa costituita da collagene ed altre molecole di tessuto connettivo. Questa tunica è rivestita da uno strato di cellule – l'endotelio - che fa da barriera tra flusso sanguigno e la parete dell'arteria. Una carenza di vitamine, soprattutto di vitamina C, provoca cambiamenti importanti nella struttura della parete arteriosa: la tunica di tessuto connettivo comincia infatti a disgregarsi perché, a causa della carenza di vitamina c, non si producono abbastanza molecole di collagene; dall'altro lato vengono poi a mancare le vitamine che fungono da materiale bioenergetico per le cellule, che diventano così più piccole e meno numerose.
Tra le singole cellule si creano milioni di micro lacerazioni. Gli esseri umani con carenza assoluta di vitamina C sono soggetti alla fuoriuscita di sangue dalle arterie: questo spiega la morte per scorbuto di tanti marinai nei secoli passati, dopo 4-6 mesi di alimentazione totalmente carente di vitamina C.

Oggi non si muore più di scorbuto, tuttavia è un dato di fatto che gli esseri umani non riescono a produrre neanche una molecola di questa vitamina e spesso non assumono sufficienti quantità di vitamine attraverso il cibo; pertanto un'alimentazione carente di vitamina C determina il graduale indebolimento della parete arteriosa che presenta quindi milioni di striature al suo interno, attraverso un processo lento e graduale in modo che il corpo possa reagire alla carenza.
E' il fegato a provvedere producendo delle lipoproteine, piccole particelle destinate al trasporto dei lipidi (quindi anche il colesterolo) nel sangue che, penetrando nella parete arteriosa, tentano di ripararla. Col tempo, l’accumulo di questi lipidi dà luogo ai temuti “depositi”, causando nel peggiore dei casi l'occlusione dei vasi coronarici e quindi l'infarto cardiaco o, nelle arterie che confluiscono il sangue al cervello, l'ictus apoplettico.
Nello specifico è la lipoproteina LDL a trasportare e a depositare il colesterolo sulle pareti delle arterie, dando luogo così alla formazione di placche aterosclerotiche.

L'apporto di vitamina C consente di diminuire i depositi attivando le forze auto curative: le particelle di grassi vengono così espulse dalla parete arteriosa attraverso un processo biologico graduale che avviene in diversi mesi, molecola dopo molecola.

Le molecole di lipidi eliminate entrano nel sangue che le trasporta fino al fegato, dove vengono bruciate. Oltre alla vitamina C giocano un ruolo importate anche gli amminoacidi lisina e prolina per la rimozione dei depositi dalle pareti arteriose. Essi formano uno strato di intorno alle molecole di lipidi nel sangue, contribuendo al loro allontanamento dai depositi, i quali iniziano a decomporsi in maniera naturale.
Diversi studi clinici hanno affermato la naturale eliminazione delle calcificazione arteriose in 1 anno con la somministrazione ottimale dei programmi vitaminici: questo significa che imparando a mangiare, impianti di bypass potranno diventare un ricordo.

Per approfondimenti sulle più importanti ricerche scientifiche del dott. Rath, consultare il sito www4.dr-rath-foundation.org.

Guarda il video "Medicina Cellulare"

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Tags: arteriedr rathictusmedicina cellularevitamina c

I vostri commenti (Un Commento)

  • Scritto da: LAURA LICCI
    Data: 10 Settembre 2013 alle 22:50

    GRAZIE , MOLTO INTERESSANTE , QUANTO POSSIAMO FARE CON L ALIMENTAZIONE LADDOVE NON POSSIAMO ENTRARE CON L 'OSTEOPATIA

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