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BIOMECH'O Roma

Lunedì 29 Settembre 2014#12:30 | pubblicato da: Massimo Valente | un commento

I più grandi ricercatori di Osteopatia al mondo hanno contrassegnato il congresso BIOMECH'O - meccanismi
biologici della terapia manuale osteopatica
, concluso ieri a Roma dopo due giorni di full immersion nella ricerca in ambito osteopatico.

Focus del convegno, egregiamente condotto da Francesco Cerritelli e accuratamente organizzato da CROMON, AIOT, EBOM e LUMENOLIS, è stata l'analisi dei diversi strumenti - anche biochimici, come l'uso delle proteine interleuchine secrete da cellule del sistema immunitario - per misurare i benefici dell'osteopatia.

Per la terza volta in Italia, dopo l'anno scorso al convegno di Chieti e nel 2010 a Milano, Brian Degenhardt, direttore dello Still Research Institute di Kirksville, la "casa madre" dell'Osteopatia, è tornato a rendere onore all'Osteopatia italiana presentando, oltre al lavoro sulle interleuchine, anche uno studio sull'efficacia del trattamento manipolativo osteopatico sulla riduzione dei tempi di ospedalizzazione condotto su 406 pazienti affetti da polmonite. Lo studio in questione è il MOPSE (Multicenter Osteopathic Pneumonia Study in the Elderly) di cui leggere qui i risultati.

Componente dei "3 tenori" del  BIOMECH'O, così come simpaticamente sono stati definiti da un relatore presente i ricercatori Brian Degenhardt, Francesco Cerritelli e Paul Standley, quest'ultimo ha presentato un lavoro veramente interessante sulla classificazione delle tecniche osteopatiche, che svilupperemo dettagliatamente in un prossimo articolo e che sarà senz'altro utile a tutti gli osteopati, ma indispensabile a chi si occupa di didattica osteopatica.

Ancora dagli Stati Uniti, Lisa Hodge ha illustrato ai presenti il suo "cavallo di battaglia", ossia il monitoraggio del sistema linfatico come strumento di misurazione dei benefici dell'Osteopatia.

Dulcis in fundo, in collegamento dall'America in teleconferenza, il più importante ricercatore di Osteopatia al mondo e direttore dell'Osteopathic Research Center dell'University of North Texas Health John C. Licciardone, che ha presentato due relazioni: una sul mal di schiena e l'altra sulle interleuchine.

Francesco Cerritelli ha finalmente esposto i dati dello studio multicentrico sull'Osteopatia Neonatale che, alla luce dei fantastici risultati ottenuti, ci obbliga per dovere civile ed etico (oltre che economico, visto il risparmio per le casse statali di oltre 2 mila euro per ogni bambino nato prematuro, grazie al trattamento manipolativo osteopatico) ad essere presenti in ogni reparto di Neonatologia a trattare i bambini nati pretermine. Stando ai risultati, soltanto questo studio ha permesso al Sistema Sanitario Nazionale un risparmio di oltre 500 mila euro.

Molto interesse ha suscitato come sempre l'intervento di Davide Bongiorno, che con le sue "magiche" ecografie realizzate con uno "sguardo osteopatico", ci dimostra come si possano condurre delle ricerche vincenti direttamente sull'uomo in vivo, senza dover per forza sacrificare gli animali. Aspettiamo dunque con curiosità la conclusione degli studi che sta conducendo sul diaframma.

Impossibile illustrarvi tutti gli interventi del convegno, ma ci piace almeno dare un'idea del livello di partecipazione elencandovi persino i moderatori delle diverse sezioni. Per cui, oltre alle nostre "punte di diamante" italiane Cerritelli, Tozzi e Cozzolino, hanno moderato oltre a Degenhardte Standley, anche Leon Chaitow.

Il Congresso BIOMECH'O - meccanismi biologici della terapia manuale osteopatica è stata dunque un'occasione importante per toccare con mano l'avanzamento della ricerca scientifica in Osteopatia e per conoscere i maggiori produttori di studi negli Stati Uniti d'America. Chiunque si sia mai approcciato con le ricerche scientifiche osteopatiche è impossibile non sia mai incappato in almeno uno dei nomi dei relatori presenti al convegno. Per questo è un gran peccato che gli osteopati italiani, o per lo meno i docenti e quanti si occupano di didattica e utilizzano riferimenti scientifici, o ancora chi si occupa di ricerca osateopatica, abbia perso questa ghiotta occasione di fare il punto della situazione sul tema.



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I vostri commenti (Un Commento)

  • Scritto da: Giusva Gregori
    Data: 29 Settembre 2014 alle 12:45

    Tutte le scuole d'osteopatia dovrebbero prevedere nei loro percorsi formativi "Convegni" di questo valore culturale e farli rientrare in Ore di formazione Informale.
    Molto spesso, un convegno passa come un mezzo esclusivamente per pochi, ma personalmente credo che se le scuole Tutte, sensibilizzassero di più questi eventi in modo unito sicuramente potremmo vantare più Ricerche nel settore dell'osteopatia italiana e essere al passo con i tempi.

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