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L'emendamento che farebbe saltare 30 anni di Osteopatia

Giovedì 25 Maggio 2017#11:49 | pubblicato da: La Redazione | 3 commenti

Uno degli emendamenti all'art. 4 del ddl Lorenzin, quello presentato ieri dall'on. PD Donata Lenzi insieme ad altri firmatari, tutti del PD, rischia di vanificare tutto il lavoro svolto sinora per il riconoscimento dell'osteopatia come professione sanitaria. Si tratta dell'emendamento 4.3 (più sotto il testo), che cancellerebbe di fatto la professione di osteopata, consegnandola ai soli laureati in fisioterapia e in medicina, dopo avere frequentato un corso post-laurea.

On. Donata Lenzi

Tocca adesso alla Commissione Affari Sociali della Camera votare i quasi 300 emendamenti, e se ne passasse anche solo uno non in linea con il testo del DDL, la prospettiva che si presenterà sarà del tutto atipica: sarà come azzerare tutto il lavoro fatto in precedenza perché il testo dovrà ripassare in Senato.

Sicuramente ci si aspettava delle modifiche al DDL Lorenzin n.1324, ma a rendere inverosimile quanto accaduto ieri è che l'emendamento all'art. 4 così inficiante per l'Osteopatia, sia stato presentato proprio dal capogruppo PD in Commissione Affari Sociali, On. Lenzi, dopo aver avuto il pieno sostegno del PD al Senato. Questa è un'anomalia tutta italiana che stride fortemente col percorso avviato dal Parlamento fino ad oggi e, a livello dell'UE, con la norma CEN che ha definito gli standard europei per l'esercizio della professione e la formazione di osteopata.

“Modifica inaccettabile – tuona il ROI – che non tiene assolutamente conto del lavoro fatto fin qui dalle Istituzioni, dal Ministero della Sanità in primis che dopo i dovuti approfondimenti ha decretato la necessità di regolamentare l'osteopatia come professione sanitaria autonoma, e poi dal Senato che il 24 maggio di un anno fa ha votato l'articolo 4 in larga maggioranza”.

Alla viglia del Congresso Nazionale del ROI, che si terrà oggi e domani a Roma, questa notizia dissesta il mondo dell'osteopatia stravolgendo completamente il senso e le finalità di un percorso nato per affrontare un vuoto normativo, ma che di fatto renderebbe la professione osteopatica appannaggio esclusivo dei fisioterapisti e dei medici.

“Sono diversi gli emendamenti all'art. 4 sul riconoscimento dell'osteopatia come professione sanitaria autonoma – chiarisce il presidente ROI Paola Sciomachenma quello che colpisce più di tutti per la mancanza di valide motivazioni a supporto e per il totale scollamento dal lavoro fatto fino ad oggi e da quanto avviene negli altri Paesi, in Europa e nel mondo, è l'emendamento 4.3 firmato dall'on. Lenzi in cordata con altri parlamentari del PD, che relega e mortifica l'osteopatia a una specialistica della fisioterapia e della medicina, negando così l'autonomia di una professione sanitaria, dimostrata da evidenze scientifiche e dalla ricerca, e che necessita di una formazione specifica per l'acquisizione delle abilità proprie dell'osteopata.

E sono infatti più di più di 8.500 i lavori, tutti indicizzati su PUBMED, di cui più della metà sono stati pubblicati negli ultimi 10 anni dagli osteopati, tra cui anche molti ricercatori italiani soci ROI, e non da fisioterapisti o altri professionisti della salute.

“Questo emendamento allontana l’'talia dal resto d'Europa e da tutti quei Paesi che da anni hanno riconosciuto la professione dell'osteopata e si arrocca a tutela degli interessi di una piccola parte a discapito dei cittadini” ha concluso Paola Sciomachen.

Ora non resta che aspettare di vedere quali emendamenti passeranno, prima in Commissione e poi alla Camera, e cosa accadrà in Senato durante la seconda lettura.

Di seguito il testo dell'emendamento nella sua interezza:

1. Il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca con proprio decreto, di concerto con il Ministro della salute, sentite le competenti Commissioni parlamentari e acquisito il parere del Consiglio universitario nazionale e del Consiglio superiore di sanità, istituisce entro tre mesi dall'entrata in vigore della presente legge, il corso di formazione universitaria post laurea in osteopatia alla quale possono accedere i laureati in fisioterapia o in medicina e chirurgia. 2. Con il medesimo decreto di cui al comma 1 sono stabiliti i criteri per il riconoscimento dei titoli equipollenti in osteopatia conseguiti in sedi formative italiane ed estere antecedente all’entrata in vigore della presente legge.



Presente in Osteopatia, Riconoscimento dell'Osteopatia | Commenti (3) | Scrivi | Segnala ad un amico Invia ad un amico | Stampa
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I vostri commenti (3 Commenti)

  • Scritto da: Giuseppe Germinara
    Data: 29 Maggio 2017 alle 10:11

    Non entro nel merito delle valutazioni professionali (non avendo competenza alcuna) ma considero tutto ciò un disastro per chi ha già conseguito una laurea in osteopatia ed esercita la professione come proprio lavoro: che fine faranno se questo emendamento dovesse passare? E mio figlio che sta frequentando questo corso di laurea a Milano cosa si deve aspettare? quanti altri anni devono trascorrere nell'incertezza del proprio futuro? RIBBELLIAMOCI...Uniamoci e facciamo sentire la nostra voce. Valutiamo se è possibile denunciare a qualche Organo Europeo questo nuovo misfatto italiano.

  • Scritto da: Roberto Ghilarducci
    Data: 30 Maggio 2017 alle 08:52

    E' di queste ore l'appello accorato di Paola Sciomachen, Presidente del Roi, a rivendicare la nostra identità di osteopati nella lotta burocratica per il riconoscimento della professione.
    Nel ringraziarla personalmente del lavoro fatto non posso non considerare che una volta di più la "nostra causa" sia stata portata avanti nelle sedi legislative da anatre zoppe. In passato addirittura il noto senatore Scilipoti avrebbe dovuto perorare le nostre istanze! Nella situazione attuale ci si è affidati al Ministro della Salute , (effettivamente chi meglio di essa), la stessa figura istituzionale che pensa di governare la sanità a suon di decreti , come nel caso delle vaccinazioni obbligatorie con perdita della patria podestà in caso di diniego. Mi sembra chiaro che questa classe politica non sia la più adatta ad accoglierci ed ascoltare le nostre istanze. Questa classe politica è senz'altro più sensibile al Risiko del potere e ai vantaggi economici . L'osteopatia è piuttosto distante dall'industria farmaceutica e dai protocolli operativi della medicina e fisioterapia attuale. Per questo motivo risulterebbe troppo indipendente , poco assoggettabile alle logiche di mercato, troppo naif. Chissà se , sconfessandomi io per primo, non sarebe stato meglio continuare ad operare nell'ombra come qualcuno sosteneva ed io dileggiavo. Forse ho sbagliato e dovrò ammetterlo.
    Non ho soluzioni ovviamente. Siamo nelle mani dei soloni legislativi , siamo pochi, scarsamente coesi (va detto anche questo), poco interessanti se non per "il marchio" che può far gola all'avidità di chi in questo momento è più forte. Faremo la fine degli indiani d'America?

  • Scritto da: Ferrari Giuseppe Mauro
    Data: 5 Giugno 2017 alle 09:48

    Sono medico specialista in Ematologia ,Immunoematologo con un master di 2 livello in Emostasi e Trombosi ,ho una figlia al 4 anno di Veterinaria ed il figlio di 22 anni al secondo anno della scuola di Osteopatia di Genova (IEMO) che sta frequentando con profitto e col massimo dei voti, ho seguito sia il materiale didattico che i programmi di insegnamento restando stupito per la serietà e completezza dei corsi, solo lo studio dell'anatomia è più approfondito rispetto a quello di Medicina. Qualora passasse questo incomprensibile emendamento, sarebbe come buttare via due anni di studi in Osteopatia ,le relative spese sostenute e la particolare predisposizione dimostrata sinora da mio figlio. Non ho parole idonee ad esprimere un commento adeguato nei canoni della buona educazione.

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