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L'Ospedale Monaldi di Napoli apre all'Osteopatia

Lunedì 5 Ottobre 2015#11:02 | pubblicato da: La Redazione | 11 commenti

Il dialogo tra il mondo dell'osteopatia e della medicina ufficiale può condurre ad una miglior azione terapeutica: queste le premesse che hanno spinto gli osteopati Danilo Di Fusco, Mariamichela D'Urso e Luigi Patierno - assistenti/docenti della scuola ATSAI di Bari - a proporre e realizzare il progetto “Osteopatia in ospedale, integrazione alla terapia del dolore” in collaborazione con la scuola barese ATSAI, l'UOC di Anestesia e Terapia Intensiva e l'UOSD di Terapia Antalgica dell'ospedale Monaldi di Napoli, con la supervisione del prof. Antonio Corcione e del dott. Alfonso Papa.

Il progetto nasce con l'intento di poter approvare scientificamente l'efficacia di questa collaborazione, avendo come obiettivi primari la facilitazione del processo di guarigione, la riduzione della percezione dolorosa, il miglioramento delle funzioni corporee e quindi dello stato di salute generale del paziente.

Attivato nel mese di maggio grazie alla fiducia accordata all'osteopata Di Fusco dal prof. Corcione, l'ambulatorio di osteopatia consente trattamenti della durata di 50/60 minuti, i primi tre a cadenza settimanale i successivi a distanza di quindici giorni. In questa prima fase progettuale con scadenza semestrale a dicembre 2015, le visite e le prestazioni osteopatiche sono gratuite, i pazienti non ospedalizzati possono usufruire del trattamento manipolativo osteopatico semplicemente prenotando in segreteria, ma sempre dopo l'indicazione e la visita con i medici del reparto.
Le patologie più frequentemente trattate sono le algie vertebrali, ernie del disco, nevralgie facciali, nevralgie cervico-brachiali, cruralgie e sciatalgie, anche in tutti quei pazienti che non hanno risposto al trattamento farmacologico o chirurgico.

“La collaborazione è nata da una mia conoscenza personale con il prof. Corcione – spiega Di Fusco – il quale si è subito mostrato interessato alla mia idea, chiedendomi quindi di preparare un progetto scritto e un seminario informativo per il personale medico e paramedico del reparto. Così insieme ai due colleghi abbiamo preparato il progetto e tenuto il seminario, il personale si è dimostrato entusiasta e da lì si è passati all'incontro con il direttore generale dell'Azienda Ospedaliera, che ha approvato”.

Nell'ambulatorio di osteopatia la prima visita viene effettuata dall'equipe medica del reparto, responsabile della prima diagnosi, che individua in collaborazione con l’osteopata i pazienti ospedalizzati e non, ai quali proporre il trattamento osteopatico. Successivamente alla visita medica quindi, si passa all'incontro con l'osteopata, il cui approccio clinico è quello di interpretare il sintomo all'interno dell'organismo nella sua globalità, facendo riferimento ai principi della medicina osteopatica.
“Le visite non sono quindi limitate al sintomo stesso – chiarisce l'osteopata Di Fusco -  ma allo stato di salute generale, all'osservazione degli squilibri posturali e di movimento, alla valutazione di stili di vita inadeguati, alla costante di stress e alle interferenze d'inquinamento ambientale, determinando cosi, la diagnosi di disfunzione osteopatica. L'insieme delle due diagnosi prospetterà l'approccio terapeutico migliore".

L'osteopata metterà in atto le tecniche manuali più adatte al caso concentrandosi inizialmente sulla mobilizzazione delle articolazioni e dei tessuti per ridurre le rigidità e per riattivare la libera circolazione dei fluidi e degli impulsi nervosi, in modo da stimolare il meccanismo di autoguarigione del corpo. Successivamente lavorerà sull'armonizzazione della postura e sulla correzione degli stili di vita inadeguati, allo scopo di stabilizzare i risultati ed evitare le recidive. La raccolta e l'elaborazione dei dati si effettua prendendo in analisi diversi fattori come i sintomi, lo stato generale di salute, la soddisfazione della cura e la variazione della percezione dolorosa, sia attraverso metodi riconosciuti a livello internazionale, sia attraverso metodi utilizzati dall'unità operativa.



Presente in Osteopatia, Riconoscimento dell'Osteopatia, Varie sull'Osteopatia | Commenti (11) | Scrivi | Segnala ad un amico Invia ad un amico | Stampa
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I vostri commenti (11 Commenti)

  • Scritto da: Vincenzo cotena
    Data: 6 Ottobre 2015 alle 13:30

    Da paziente dico finalmente!!
    Era ora che qualcuno provi a migliorarci la qualita della vita in modo alternativo e professionale.
    Da amico sono commosso dal tuo crescere professionale e ti auguro il meglio.in bocca al lupo n.1

  • Scritto da: Alaia Maria
    Data: 6 Ottobre 2015 alle 14:27

    Finalmente!!!! Ottimo progetto

  • Scritto da: ANNA LEMBO
    Data: 16 Ottobre 2015 alle 19:03

    Sono soddisfattissima del trattamento ricevuto dall'Ostepeta Luigi Paterno, presso l'Ospedale Monaldi in Napoli, dove sono arrivata con dolori alla schiena e quasi immobilizzata.
    Cure farmacologiche non avevano sortito alcun risultato.
    Al primo trattamento sono stata sbloccata quasi completamente con la scomparsa dei dolori.
    Al terzo trattamento posso dire di essere guarita completamente, solo con le manipolazioni dell'osteopata Luigi Paterno
    Sono felice e sono tornata alla normalità meglio di prima.
    Anna Lembo. Napoli

  • Scritto da: Francesca Mottaran
    Data: 16 Ottobre 2015 alle 22:18

    Congratulazioni ragazzi, grazie al vostro progetto un passo avanti per l'integrazione dell'osteopatia nello scenario della medicina convenzionale.
    In bocca al lupo

  • Scritto da: Aurelio
    Data: 17 Ottobre 2015 alle 08:11

    Orgoglioso di voi colleghi

  • Scritto da: Irene gisonni
    Data: 18 Ottobre 2015 alle 15:19

    Scusate ma se la figura del Osteopata non è riconosciuta dal sistema sanitario voi come esercitate in ospedale ?con che ruolo, ? Come venite retribuiti ? Leggo che la prima visita viene fatta dal medico ma noi tutti sappiamo che l Osteopata è colui che fa la SUA "diagnosi " solo con l ascolto ,con i suoi test con la craniale e noi tutti sappiamo di come i medici non condividano tutto questo Mi sembra di essere cosi una figura di secondo piano , sempre dipendente dai medici Non condivido questo servizio resta così legato sempre ai medici e noi resteremmo sempre figure di secondo piano gestite ed autorizzate dal medico di turno ,che molto spesso non capisce niente di quello che noi diciamo perché parliamo di due lingue diverse basta chiedere ad un medico di cosa ne pensa dei movimenti del cranio o di quelli di uno stomaco .Se poi tutto questo viene fatto per dire in ospedale lavoro come Osteopata bisogna fare attenzione io
    sono una fisioterapista Osteopata lavoro in ospedale e con i miei pazienti eseguo anche tecniche di osteopatia ma se mi chiedono solo osteopatia non è quello il luogo .Devono essere fatte leggi ben precise per essere tutelati e rispettati per la figura che siamo .Sono convinta che come me tanti colleghi facciano lo stesso ma dopo sei anni di studio come Osteopata non posso condividere di esser contenti perché si lavora in ospedale dove la prima visita la fa il medico Sentirà cose sicuramente diverse da quello che Sentiamo noi

  • Scritto da: Francesco
    Data: 21 Ottobre 2015 alle 22:59

    Grazie al suggerimento di un'amica ci siamo sottoposti io e mia moglie al trattamento osteopatico,traendo dei buoni risultati. Gli ottimi professionisti come il dr Danilo Di Fusco e la dottoressa Mariamichela D'Urso che mettendoci a nostro agio hanno fatto in modo di migliorare il nostro stato fisico. Noi crediamo e siamo certi dai risultati ottenuti che le pratiche osteopatiche sono in grado di risolvere molti problemi della nostra struttura fisica.Sperando che questo progetto possa continuare ad essere sempre sostenuto e valutato.

  • Scritto da: Francesco
    Data: 22 Ottobre 2015 alle 16:15

    Grazie di aver preso in considerazione il nostro commento

  • Scritto da: Donato Guarino
    Data: 22 Ottobre 2015 alle 17:40

    Ho scoperto l'osteopatia grazie alla lungimiranza di una d.ssa della terapia antalgica del monaldi. Giá dopo la prima manipolazione ho avvertito giovamento e sicurezza. Si mettono in discussione usi, abusi e convenzioni cui siamo abituati. Ma la sfida è da accettare e poi da vincere. Grazie al dr. Danilo Di Fusco.

  • Scritto da: liardi eleonora
    Data: 30 Ottobre 2015 alle 14:48

    volevo solo ringraziare e dire che grazie a loro io come altre persone che soffrono, possono avere dei giovamenti e sollievo.
    Sicuramente è una cosa innovativa e nuova ma per noi miracolosa.
    grazie ancora e speriamo che questo progetto possa andare avanti.

  • Scritto da: ANNA LEMBO
    Data: 31 Ottobre 2015 alle 19:00

    Mi auguro che i medici di famiglia siano ampiamente informati dell'osteopatia in modo che tante persone, (afflitte da dolori articolari, di artrosi, cervicali etc.) possano ricevere un innocuo trattamento dai bravi osteopati presenti sul territorio e nell'Ospedale Monaldi, invece di essere imbottite di medicinali che nel tempo apportano malefici effetti negativi collaterali con scarsi risultati di miglioramento.
    Provare per credere. Io l'ho fatto!!
    Grazie Dottor Patierno

    Anna Lembo. Napoli

  • Scritto da: Francesco
    Data: 26 Novembre 2015 alle 00:42

    Sono soddisfatto dei trattamenti in osteopatia ricevuti dal dr Di Fusco. Tanti farmaci e poco beneficio. Invece con le varie manipolazioni posso dire che sono rinato.
    Spero che questo progetto continui ad andare avanti. Grazie e congratulazioni .

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