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Danilo Dell'Armi

Buonasera a tutti,

 

Solo una domanda: come mai io da studente di una scuola di osteopatia non posso accedere alla aree dedicate agli studenti?

 

 

 

Distinti saluti

Danilo Dell'armi

Pubblicato il 1 Ottobre 2010 alle 14:59 - Rispondi
Massimo Valente
Massimo Valente

Ciao Danilo,
tutti gli studenti delle scuole di osteopatia riconosciute dal Roi e dal Fesios possono entrare nel portale riservato, basta iscriversi e attendere che la scuola confermi l'effetiva iscrizione alla scuola riportata nella scheda.
Buona navigazione
Massimo 

Pubblicato il 3 Ottobre 2010 alle 11:40 - Rispondi

Claudio Gori

Salve,

 

E se una persona decidesse di frequentare una scuola non appartenente a tali associazioni cose dovrebbe fare per accedere al portale riservato?

 

un saluto

p.s: agire così sembrerebbe come ghettizzare alcuni e come solito costume italiano dare il diritto di parola alle lobby....

Ma tuttosteopatia è il portale dell'osteopatia italiana o solo dell'osteopatia della casta?

Pubblicato il 6 Ottobre 2010 alle 16:18 - Rispondi
Massimo Valente
Massimo Valente

proviamo a rispiegarlo per l'ennesima volta

Sostanzialmente la distinzione tra le varie scuole è data dal numero di ore di lezione annuali e dal numero di anni di frequenza. Per poter essere ammessi al Roi e al Fesios e quindi alle associazioni europee è necessario assicurare un determinato standard. 

Chi avesse dei dubbi sulla qualità della propria scuola può navigando nella pagine delle varie scuole confrontare monte ore, programmi, docenti ecc. Lì troverà le riposte che cerca e il significato di casta.

Pubblicato il 16 Ottobre 2010 alle 19:27 - Rispondi

Claudio Gori

Sig. Valente buonasera,  

 

Mi perdoni ancora una volta....Mi può per cortesia pubblicare un documento ufficiale ( e non quelli del FEO che come tutti sappiamo è un'associazione e non un organo istituzionale ) europeo che indichi ciò che lei afferma?....Se mai ne esista uno...

Mi dispiace contraddirla di nuovo: mi dice in quale paese europeo si svolgono corsi part time di 6 anni? Se vuole posso pubblicarle un centinaio di link a tal riguardo...

Come mai in Italia è permesso l'accesso al part-time anche a figure non sanitarie ( IUSM, ISEF E MASSOFISIO POST 96 ) visto che in nessuna scuola di osteopatia europea è permesso?

Come mai la legge francese prevede un iter studiorum di 3200 ore ( in francia l'osteopatia come lei ben saprà è riconosciuta ) mentre in Italia ce ne fate fare 4000-5000?...Per aumentare i costi delle rette?

Come mai in Inghilterra si somministrazioni corsi di 4 anni full-time, 0 5 anni mix mode o 5 anni part time inidipendentemente dal titolo di studio che si possiede? ( anche qui l'osteopatia è riconosciuta ).

Mi spiega per cortesia quali sono questi parametri europei?

 

Quindi smettiamola di dire cavolate...grazie infinite...

Pubblicato il 27 Ottobre 2010 alle 16:18 - Rispondi
Massimo Valente
Massimo Valente

Gentile sig. Gori,

mi sta dicendo che 3.200 ore è meglio che farne 5.000?

Che studiare di meno sia meglio che studiare di più?

Il sistema che le scuole di osteopatia stanno adottando, sempre più in linea con il sistema universitario vigente, è organizzato in crediti. Studenti part time o full time devono raggiungere un certo numero di crediti per conseguire il diploma di osteopata. A seconda che si frequenti una scuola full time (a cui si accede dopo la scuola media superiore) o part time (consentita a possessori di titoli professionali universitari e dunque di un certo numero di crediti), bisogna conseguire un numero di crediti che è uguale per tutti. Chiaramente chi frequenta scuole part time, suddividerà tale numero in un periodo di tempo più lungo. 

Detto questo, le riporto a caso una scuola francese, l'Ecole Superieure d'Osteopathie di Parigi nella cui sezione dedicata alla formazione si legge: "La formazione soddisfa gli standard accademici dell'Unione Europea, che si svolge in 5000 ore minimo di sei anni". (http://www.eso-suposteo.fr/?q=formation-continue-osteopathie-presentation).

Mi auguro che anche lei, insieme a noi, auspichi al riconoscimento ufficiale dell'osteopatia in Italia.

Ognuno è libero di scegliere la scuola che vuole, noi consigliamo quelle che presentano un monte ore più alto perché riteniamo offrano un livello di formazione più alto rispetto ad altri istituti.

Pubblicato il 28 Ottobre 2010 alle 09:31 - Rispondi

Claudio Gori

 

Dott. Valente buonasera,
Nessuno dice che studiare di meno sia più proficuo ( in molte scuole però è da ammettere che l'aumento del monte ore  è dato da materie mediche che nulla hanno a che vedere con l'osteopatia - da qui la mia obiezione alle 5000 ore ).
Ho qui riportato il testo ufficiale della legge del MS francese che porta il monte ore di studi a 3500 ore e 4 anni di studio. ( Quindi le ripeto perchè in italia non ci sono scuole che adottano standard simili ? )
Perciò io non obbietto sul fatto che ogni scuola decida il proprio percorso di studi in base a ciò che ritiene più giusto...Io critico il fatto che si dia per scontato che solo le scuole ROI e FESIOS posseggano requisiti da voi ritenuti ideali ( le faccio di nuovo l'esempio delle scuole inglesi che hanno in molti casi percorsi formativi molto difformi ma nonostante ciò possono rilasciare titoli universitari validi per fregiarsi del titolo di osteopata )
Siccome voi siete il portale dell'osteopatia italiana dovreste permettere pari diritto di espressione ad ogni associazione ed ogni scuola presente in italia e non solo a quelle di vostra convenienza.
Il fatto che lei mi citi una scuola francese che somministra percorsi formativi su 6 anni è poco indicativo giacchè in tutto il resto d'europa ( spagna, germania, inghilterra etc ) non è previsto un tale iter...E credo lo sappiate molto meglio di me...
Io sono uno di quelli che auspica che l'osteo venga ben presto riconosciuta...E sono anche uno di quelli che auspica maggiore verità e onestà da parte di certe scuole e certe associazioni....

 

Un saluto
e
Buon lavoro
Spero vivamente di veder permesso l'accesso a tutte le aree del forum anche ai non associati ROI e FESIOS perchè molti di noi hanno veramente tanto da dare al mondo osteopatico...e sarebbe un gran peccato disperdere le nostre voci....
L’Assemblée Nationale le 23, puis le Sénat le 24 juin, ont adopté dans sa forme finale la loi Hôpital, Patients, Santé et Territoires. A un amendement de forme près, le Parlement a adopté le texte issu de la Commission Mixte Paritaire le 16 juin.

Outre deux dispositions relatives...


... à un contrôle plus strict de la formation et des professionnels, déjà évoquées dans des précédentes communications, la loi HPST prévoit une modification de l’article 75 de la loi n°2002-303 : 

Article 19 quinquies II :
 « À la dernière phrase du premier alinéa de l'article 75 de la loi n° 2002-303 du 4 mars 2002 relative aux droits des malades et à la qualité des systèmes de santé, après le mot : « préparatoires », sont insérés les mots : « qui doivent être au minimum de 3 520 heures ».


Le premier alinéa de l’article 75 devient donc : 
"L'usage professionnel du titre d'ostéopathe ou de chiropracteur est réservé aux personnes titulaires d'un diplôme sanctionnant une formation spécifique à l'ostéopathie ou à la chiropraxie délivrée par un établissement de formation agréé par le ministre chargé de la santé dans des conditions fixées par décret. Le programme et la durée des études préparatoires qui doivent être au minimum de 3 520 heures et des épreuves après lesquelles peut être délivré ce diplôme sont fixés par voie réglementaire."

Le Gouvernement, malgré l’opposition exprimée par Madame le Ministre de la Santé à l’occasion de l’examen du texte HPST au Sénat, a finalement renoncé à censurer par un amendement le relèvement du niveau de formation des ostéopathes. La loi devrait donc être promulguée en l’état.

Une dernière étape reste néanmoins à franchir. En effet, une voie de recours demeure possible devant le Conseil Constitutionnel. Les prochaines semaines seront déterminantes.

Dorénavant, 3520 heures seront donc nécessaires pour obtenir le titre d’ostéopathe. La loi prévalant sur le décret, elle s’impose à l’ensemble du dispositif de formation, et implique une modification complète de la réglementation relative à la formation des ostéopathes. Si cette partie de la loi HPST n’est pas annulée par le Conseil Constitutionnel, il s’agira d’une avancée incontestable pour les ostéopathes.

Au total, il apparaît que les organisations professionnelles d’ostéopathes ont œuvré collectivement de manière puissante dans une même direction, visant à améliorer le statut de l’ostéopathie en France. Différentes stratégies ont été menées, certaines portant sur le niveau de la formation, d’autres sur sa qualité. Fortement impliqué sur la seconde, le SFDO a activement soutenu, grâce à ses réseaux, la première.
L’Assemblée Nationale le 23, puis le Sénat le 24 juin, ont adopté dans sa forme finale la loi Hôpital, Patients, Santé et Territoires.
 A un amendement de forme près, le Parlement a adopté le texte issu de la Commission Mixte Paritaire le 16 juin.


Outre deux dispositions relatives...


... à un contrôle plus strict de la formation et des professionnels, déjà évoquées dans des précédentes communications, la loi HPST prévoit une modification de l’article 75 de la loi n°2002-303 : 

Article 19 quinquies II :
 « À la dernière phrase du premier alinéa de l'article 75 de la loi n° 2002-303 du 4 mars 2002 relative aux droits des malades et à la qualité des systèmes de santé, après le mot : « préparatoires », sont insérés les mots : « qui doivent être au minimum de 3 520 heures ».


Le premier alinéa de l’article 75 devient donc : 
"L'usage professionnel du titre d'ostéopathe ou de chiropracteur est réservé aux personnes titulaires d'un diplôme sanctionnant une formation spécifique à l'ostéopathie ou à la chiropraxie délivrée par un établissement de formation agréé par le ministre chargé de la santé dans des conditions fixées par décret. Le programme et la durée des études préparatoires qui doivent être au minimum de 3 520 heures et des épreuves après lesquelles peut être délivré ce diplôme sont fixés par voie réglementaire."

Le Gouvernement, malgré l’opposition exprimée par Madame le Ministre de la Santé à l’occasion de l’examen du texte HPST au Sénat, a finalement renoncé à censurer par un amendement le relèvement du niveau de formation des ostéopathes. La loi devrait donc être promulguée en l’état.

Une dernière étape reste néanmoins à franchir. En effet, une voie de recours demeure possible devant le Conseil Constitutionnel. Les prochaines semaines seront déterminantes.

Dorénavant, 3520 heures seront donc nécessaires pour obtenir le titre d’ostéopathe. La loi prévalant sur le décret, elle s’impose à l’ensemble du dispositif de formation, et implique une modification complète de la réglementation relative à la formation des ostéopathes. Si cette partie de la loi HPST n’est pas annulée par le Conseil Constitutionnel, il s’agira d’une avancée incontestable pour les ostéopathes.

Au total, il apparaît que les organisations professionnelles d’ostéopathes ont œuvré collectivement de manière puissante dans une même direction, visant à améliorer le statut de l’ostéopathie en France. Différentes stratégies ont été menées, certaines portant sur le niveau de la formation, d’autres sur sa qualité. Fortement impliqué sur la seconde, le SFDO a activement soutenu, grâce à ses réseaux, la première.a

Pubblicato il 29 Ottobre 2010 alle 00:00 - Rispondi

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