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POSTUMI DISTORSIONE CAVIGLIA

Tags: cavigliadistorsionemalleolotibiale
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Luca Cardarelli

Buongiorno! 

Ho un problema con il recupero da una distorsione alla caviglia.

Il 12 aprile scorso mi procurai una distorsione di caviglia sinistra (a dire il vero non feci caso, in quell'istante se fosse in inversione o in eversione) in una partita di pallavolo atterrando da un salto su un pallone che casualmente mi era finito sotto il piede. Nel corso della mia carriera pallavolistica, questa sarà stata credo la seconda o forse la terza distorsione che mi procuro sulla caviglia sinistra. Fatto stà che, corso immediamente all'ospedale, mi viene applicata la colla di zinco per una settimana, periodo per il quale mi viene obbligato di astenermi dal carico e di "godermi" la settimana in stampelle. Tolta la colla di zinco dopo 7 giorni, l'ortopedico di turno mi disse che da quel momento potevo ricominciare a caricare gradualmente con l'ausilio delle stampelle. Dopo qualche giorno inizio a lamentare, soprattutto di notte, un fastidio che si irradiava dal cavo popliteo fino alla base del mignolo, come una sorta di formicolio costante. Passata la Pasqua (ovvero dopo 4-5 giorni che avevo tolto la colla di zinco) mi decisi ad andare dalla mia fisiatra di fiducia. Lamentandole il fastidio che vi ho appena descritto ci rendemmo conto che all'ospedale, quel 12 aprile, non mi prescrissero la tipica dose di eparina che, mi spiegò la fisiatra, va sommininstrata se si immobilizza completamente un arto per evitare eventi trombotici come quello che stavo rischiando io alla gemellare. Da parte mia riconobbi l'ignoranza di non ricordare a cosa servisse l'eparina. Fatto stà che iniziai a prendere l'eparina per sottocute nel pomeriggio, e già la sera stessa ricominciai magicamente a dormire senza alcun fastidio.
La fisiatra mi prescrisse la risonanza magnetica che feci il 26 aprile, le cui conclusioni alla fine del referto riassumevano: postumi distorsivi con edema della spongiosa ossea a livello del domo astragalico sul versante tibiale e del malleolo tibiale. Distrazione del legamento peroneo astragalico anteriore. Quota fluida articolare. Sinovite del tendine del tibiale posteriore in sede distale. 
Iniziai così la fisioterapia prescritta dalla fisiatra che prevedeva tecar, laser, magneto, tens terapia ed ultrasuoni, con esercizi propriocettivi a partire dalla fine della prima settimana fino ad arrivare ad esercizi di ricondizionamento della muscolatura estensoria del ginocchio.  Il tutto si protrasse per una quindicina di sedute. 

Ad oggi, dopo due mesi dalla distorsione, la caviglia non è tornata affatto bene. La mobilità è ancora al 75% e quando vado ad allungare forzatamente il polpaccio, tendendo al massimo il tendine d'Achille ho un fastidio abbastanza marcato a livello del margine inferiore del malleolo tibiale e tra malleolo tibiale e tendine d'Achille. Alla palpazione, questa regione risulta "dura" come se ci fosse un qualcosa sotto che di fatto all'altra gamba non c'è. Sul compartimento laterale non riscontro fastidi. La deambulazione non mi da alcun problema così come la corsetta. Per ciò che riguarda il gonfiore, già dopo un oretta di semplice deambulazione appare evidente su tutta la superficie articolare (specialmente sul compartimento laterale). Ho ricominciato da qualche giorno a fare un po' di leg press, durante la quale non ho alcun fastidio. Mentre all'esecuzione di un affondo (gamba destra avanti e sinistra dietro) il fastidio si fa evidente a livello del tendine d'achille e più in generale a livello del compartimento aritcolare mediale.

Mi rivolgo a questo punto all'osteopatia, consapevole del fatto che avrei dovuto farlo molto tempo fa, consapevole della filosofia che c'è dietro l'osteopatia e consapevole delle doti curative ineguagliabili, a mio parere, che questa meravigliosa scienza dispone e che la distingue incomparabilmente dalle altre forme riabilitative.

Grazie infinite anticipo!

Luca 

Pubblicato il 10 Giugno 2014 alle 10:00 - Rispondi
Massimo Valente
Massimo Valente

Ciao Luca,

non posso che confermare che andare da un osteopata può certamente essere una ottima soluzione per il tuo problema.

Sono certo che qualsiasi collega non avrà difficoltà a dimostrarlo.

Massimo

Pubblicato il 11 Luglio 2014 alle 05:41 - Rispondi

Zury Gavismar Vina

Il trattamento osteopatico alla distorsione della caviglia aiuta alla disfunzioni delle ossa e il tessuto connettivo, è tutto il suo insieme.  È stato molto bravo il osteopata. 

Pubblicato il 17 Luglio 2014 alle 17:34 - Rispondi

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