Perché a scuola si deve formare solo la mente e non il cuore?
A ben pensarci è davvero strano che si apprendano un mucchio di cognizioni sulla scienza e sulla letteratura senza sapere nulla sulle emozioni del proprio cuore o senza imparare a leggere le emozioni degli altri.
Può essere autentica l'educazione che trascura la consapevolezza di sé, l'empatia, la solidarietà? No. E, infatti non lo è.
Allora viene da chiedersi: qual è il costo di un'insufficiente intelligenza emotiva, di un'autostima ferita, di un'identità personale frantumata, di un'incomprensione reciproca?
Lo sappiamo: intolleranza, odio, crudeltà, in fondo violenza. Non dall'ignoranza sul teorema di Pitagora o sulla legge fondamentale della chimica nascono le guerre ma dalla mancanza di sensibilità, giustizia, relazioni positive.
Questo libro, attraverso un'articolata proposta metodologica arricchita da una vasta gamma di suggerimenti operativi, lancia una sfida provocatoria rivolta alle famiglie, come luogo di crescita emotiva comunitaria, e alla scuola, come comunità di apprendimento, per rovesciare il luogo comune secondo il quale la scuola non si deve interessare ai bisogni del cuore.
Una scuola estranea alla dinamica emozionale non serve alla vita. Non serve all'umanità. Semplicemente è inutile.
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