Se ne parla da decenni, si è affermato e ipotizzato di tutto, eppure la maggior parte delle donne (e degli uomini) ne ignora lesistenza o dubita di averlo trovato.
Ma cosè realmente il punto G? Perché scrivere un libro sullargomento?
Anatomicamente parlando , è una zona di sensibilità tattile erotica, situata sulla parte anteriore della vagina, a metà strada tra losso pubico e la cervice. Il ginecologo tedesco Gräfenberg ne riferì per primo negli anni Cinquanta, ma le antiche discipline del piacere, come il Tantra, lo conoscono da sempre.
Avvicinarsi a questa centrale da cui scaturiscono inaudite scariche di estasi sessuale è una scoperta profonda, che non si ferma allindividuazione di una pura e semplice fonte di soddisfazione erotica.
Per gli autori del libro, fondatori delI Istituto di Tantra Maithuna , il punto G è una frontiera, una chiave per aprire la donna a se stessa e alle proprie emozioni, un filo diretto verso il profondo dellanima femminile.
Con tale pubblicazione Elmar e Michaela Zadra hanno voluto perseguire due obiettivi: fornire una mappa non soltanto per localizzare il punto G fisicamente, ma anche per guidare ogni donna ad orientarsi psicologicamente nel groviglio di sensazioni che ne emergono, perché mentre per spiegare la tecnica bastano poche righe, per beneficiare con lanima e il corpo è meglio approfittare di questa visita guidata dentro se stesse Altro obiettivo perseguito è quello di fornire al mondo scientifico un approccio innovativo, un punto di partenza per future ricerche, che potranno focalizzarsi di più sul vissuto soggettivo femminile, sulle implicazioni psicologiche, sulle emozioni e sensazioni
vere e proprie esperienze spirituali più che sessuali.
Limperativo categorico è: liberarsi dei pregiudizi e dalle false certezze per aprire la mente e il corpo a unesperienza illuminante, ricca di sorprese e...totale.
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