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spina calcaneare

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Anonimo

un bravo osteopata può risolvere il fastidioso e doloroso problema di una spina calcaneare?

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Anonimo

La spina calcaneare e la sindrome di Haglund sono due patologie responsabili di problemi al tallone; purtroppo c\'è una diffusa tendenza ad attribuire a esse gran parte dei dolori al calcagno; questo comune errore è molto diffuso fra quei terapeuti che tendono a riportare ogni problema ortopedico del piede ad alterazioni anatomiche del soggetto. Prima di esaminare le due patologie vediamo come la diagnosi di un problema al calcagno di uno sportivo possa essere mal indirizzata dalle \"preferenze\" del medico.

L\'errore tipico

Chi è per esempio affetto dalla sindrome di Haglund (prominenza del calcagno che ipersollecita il tendine d\'Achille) avrà problemi all\'achilleo pochi mesi, al massimo un anno, da quando ha cominciato a correre seriamente. Se sono dieci anni che corre allenandosi sei giorni alla settimana e ha una tendinopatia inserzionale, è alquanto azzardato attribuirla al profilo calcaneare. Le cause anatomo-fisiologiche colpiscono in fretta e devono pertanto essere prese in considerazione nel principiante e in chi ricomincia dopo tanto tempo.

Nei casi di spina calcaneare o di sindrome di Haglund è incredibile come alcuni medici riescano a vedere nelle radiografie spine che non ci sono o prominenze eccessive laddove sono normali, pur di arrivare a una veloce diagnosi che spesso porta alla sospensione dell\'attività fisica (\"sa, l\'unica possibilità sarebbe l\'operazione; se non se la sente, deve smettere di correre\"). Inoltre è comune parlare a sproposito di spina calcaneare quando si \"vede\" una qualche prominenza del calcagno (

La spina calcaneare

È presente in soggetti sportivi e in soggetti sedentari (generalmente di età superiore a 40 anni, in sovrappeso, portatori di piede cavo). Si riconosce facilmente perché basta una pressopalpazione al centro del tallone per avere un dolore molto vivo, pungente. In genere le radiografie confermano la diagnosi mostrando uno sperone lungo alcuni millimetri che parte dal centro del tallone con la punta orientata in avanti verso le dita.
La spina calcaneare si forma per le trazioni del tendine d\'Achille o della fascia plantare sul periostio del calcagno, poiché questi movimenti favoriscono la formazione di nuovo tessuto osseo per la riparazione di microlesioni. Secondo alcuni autori anche problemi nel metabolismo dell\'acido urico possono favorire il formarsi della spina.
Non sempre la spina calcaneare provoca problemi; infatti il 20% dei portatori di spina calcaneare convive asintomaticamente con essa. Nel caso dello sportivo tale convivenza asintomatica è più difficile perché la spina fa aumentare le probabilità che si infiammi la fascia plantare che si inserisce sul tallone.

 

Gli errori diagnostici

Quello più comune riguarda lo scambiare le due patologie con una normale tendinite inserzionale che, nello sportivo, è spesso causata da sovraccarico qualitativo o quantitativo e magari aggravata da una mancata sospensione  degli allenamenti. L\'errore diagnostico è reso più probabile dal fatto che nell\'operazione di rigenerazione del tendine d\'Achille si effettua comunque un rimodellamento del calcagno. Tale tecnica ha diffuso il concetto che una gran parte delle tendiniti inserzionali sia causata dalla sindrome di Haglund o da una spina calcaneare (errore questo ancora più grave, visto che al più la spina causa una fascite).
In presenza di tendinite inserzionale è pertanto consigliabile:

  • sospendere gli allenamenti
  • in caso di diagnosi di calcagno di Haglund verificarla con pareri di diversi ortopedici sportivi;
  • se i pareri non sono concordi, probabilmente la forma del calcagno non è responsabile del problema; quindi curare la patologia fino a remissione (se ciò è possibile, se il tendine è degenerato e affetto da grave tendinosi non resta che l\'intervento);
  • riprendere molto gradualmente senza ripetere gli eccessivi quantitativi o qualitativi precedenti.
  • Questo è cio che posso dirle per ora ovvero delle informazioni utili che magari la portino sulla giusta terapia da eseguire, Tramite una visita osteopatica sia qualitativa che quantitativa potrebbe sicuramente trovare dei giovamenti.

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Anonimo

i trattamenti osteopatici al piede liberano la pompa podalica linfatica portando beneficio a tutto l'organismo, quindi senza dubbio un bravo osteopata lo porta aiutare nel suo problema.


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Anonimo

la ringrazio per l'incoraggiamento speriamo sia veramente così

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Anonimo

Mi congratulo con tutti i colleghi chè danno delle risposte quasi risolutive. Ancora non vedo delle innovazione nella disciplina del'ostapatia! Vi pongo una domanda, puo un paziente con una atroce sciadalgia con perdita di sensibilita a l'artto interessato andare avanti per giornni ho forse mesi sensa usare cure farmacologiche, penso propio di no. Pongo un quesito a tuti i colleghi che legeranno questa domanda, c'è possibilità chè un paziente con una compressione al tratto lombare con sciatalgia e perdita di sensibilita, possa stare bene in 1 sola seduta? personalmente vi dico di si! se per voi e si, quale teknike? usare? se qualcuno ha dei dubbi mi basta l'indirizzo gli faro un omagio del mio DIVD con tutte le tknike innovative, dellostopatia! Grazie.

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Questo argomento contiene 5 risposte, ha 1 partecipante, ed è stato aggiornato da  Anonimo 9 anni, 3 mesi fa.

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