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Cancer related fatigue syndrome

Uso di metodiche osteopatiche come terapia ecologica, non invasiva

Studio clinico sperimentale di Guglielmo Donnaquio D.O.

La Cancer Related Fatigue Syndrome (CRFS), ovvero la Fatigue o Astenia o Sindrome da affaticamento, è uno dei disturbi più comuni della popolazione sia affetta da tumore che sopravvissuta alla stessa.
In ambito oncologico la Fatigue può essere considerata come parte integrante della sintomatologia della malattia di base, sia alla presentazione sia nel corso delle recidive, come effetto collaterale delle terapie oncologiche e non oncologiche, oppure come espressione della depressione in quanto malattia concomitante di natura psichiatrica.

Nel paziente oncologico rappresenta un evento critico che influenza le attività della vita quotidiana e lavorativa, le relazioni familiari e sociali, la compliance con la terapia.

Ad oggi la definizione più accreditata è quella del National Comprehensive Cancer Network che descrive la CRFS come: “un senso soggettivo di inusuale persistente stanchezza, correlato al tumore o ai trattamenti associati, che interferisce con le normali attività del paziente”.

In base ai diversi studi riportati dal US National Cancer Institute of Health nell’ultima modifica del 04/04/2008, questa sindrome si presenta in una percentuale variabile che può arrivare al 96 % dei pazienti affetti da tumore, particolarmente in quelli sottoposti a trattamento.

Da un punto di vista metodologico, forma acuta e forma cronica vanno tenute distinte in base alle possibilità di ristabilire adeguati livelli energetici.
Entrambe vanno comunque distinte dall’astenia che si accompagna alla cachessia neoplastica che domina il quadro clinico dei tumori in fase preterminale o terminale.

I criteri diagnostici per la CRFS sono inclusi nella International Statistical Classification of Disease and Related Health Problems, Tenth Revision, Clinical Modification (ICD-10-CM).

La dimensione del problema è definita da recenti studi (Vogelzang N.J.) che riportano la fatigue come il sintomo cancro correlato più debilitante, anche rispetto al dolore, in base al giudizio dei pazienti.
Inoltre “in seguito alla importanza che in ambito medico-scientifico ha recentemente conquistato l’argomento della qualità della vita del paziente, la CRFS rappresenta per il paziente oncologico un riconosciuto problema di primaria importanza” (Bonadonna-Robustelli Della Cuna-Valagussa “Medicina Oncologica” pag. 1820).

L’esatto meccanismo patogenetico che causa o promuove la Sindrome da Fatigue nel paziente oncologico non è conosciuto.

Diversi modelli etiopatogenetici sono stati proposti, tutti comunque partono dalla considerazione che la sindrome deriva dalla pesante invasione del terreno del paziente sia da parte dei fattori che hanno condotto all’instaurarsi della malattia tumorale, sia da parte dei presidi terapeutici utilizzati per affrontare la stessa.
Da qui la necessità della “ricerca di una cura che si possa definire la più ecologica possibile” (US National Cancer Institute of Health), che ha portato ad una maggiore attenzione nei confronti delle Terapie non convenzionali o complementari.

A questo proposito in letteratura medica vengono per esempio citati due recenti lavori: uno sull’efficacia del Ginkgo Biloba nel migliorare la qualità della vita e l’astenia in soggetti anziani sani (Cieza e coll.), l’altro sull’efficacia dell’Agopuntura nei pazienti giovani con astenia cancro correlata.

L’Osteopatia si presta come l’Agopuntura al riequilibrio del terreno del paziente, la sua funzionalità, affrontando in senso olistico, globale, le problematiche presentate dallo stesso paziente, con in più il vantaggio di ripristinare precisi meccanismi fisiologici attraverso un approccio multidimensionale (somato-strutturale, viscerale, neurologico, cranio sacrale sia biomeccanico che biodinamico) che per definizione rispetta l’integrità del paziente.

Studio Clinico

Lo Studio Clinico sull’applicazione dell’Osteopatia alla Cancer Related Fatigue Syndrome come terapia ecologica e non invasiva, viene eseguito su pazienti della Divisione di Oncologia dell’Ospedale S. Paolo di Savona dal 26/06/2008.

Sotto la supervisione del Dr. Brema Fulvio, Direttore della suddetta unità terapeutica, e di Donniaquio Guglielmo D.O., docente presso l’Istituto Europeo per la Medicina Osteopatica, gli osteopati Patrizia Boero e Pietro Marino conducono tale studio con cadenza settimanale presso il Day Hospital Oncologico su pazienti con malattia tumorale, sottoposti alle relative terapie oncologiche e non, affetti da CRFS sia in forma acuta che cronica.

Finalità

Lo Studio Clinico in questione deve dimostrare:

  • se la terapia osteopatica può essere applicata alla Cancer Related Fatigue Syndrome
  • se la stessa presenta oggettivi ed efficaci effetti terapeutici nella Sindrome da Fatigue del paziente oncologico
  • se la metodica osteopatica applicata rispetta l’integrità psico-fisica del paziente senza causare effetti collaterali indesiderati

Metodologia

Ai fini di una scientificamente riconosciuta e valida metodologia di ricerca viene utilizzato di base un protocollo di Osteopatia in campo Craniosacrale che permette di accomunare le caratteristiche di massima efficacia con una invasività nulla. Ovviamente tale protocollo tarato sui quadri caratterizzanti la sindrome, è inserito all’interno di una valutazione globale del paziente inviato, basata su una semeiotica sia clinica che osteopatica, e si accompagna a seconda dei casi a riequilibri strutturali, viscerali e neurovegetativi diretti ad affrontare anche problematiche disfunzionali non correlate direttamente con la CRFS.

Strumenti di valutazione

  1. Cartella clinico-osteopatica del paziente
  2. Questionario sulla sintomatologia soggettiva redatto dagli osteopati in base ai criteri diagnostici inseriti nella International Classification of Disease-10-CM, e nelle scale più comunemente usate per la diagnosi della CRFS. Tale questionario viene compilato dal paziente a intervalli regolari di 2-3 trattamenti osteopatici oltre che all’inizio e alla fine del programma terapeutico. Prevede una scala di misurazione che serve sia per l’inserimento nel gruppo di studio sia per la valutazione dei risultati.
  3. Diario clinico giornaliero compilato dal paziente basato anche qui su una valutazione numerica dei principali sintomi presentati
  4. Scheda di valutazione dell’anemia che raccoglie i dati ematochimici durante il periodo di trattamento osteopatico, li pone a confronto con quelli del periodo precedente e li analizza in base agli eventi terapeutici intercorsi sia per la malattia di base sia per l’anemia stessa cancro-correlata.

I pazienti in osservazione si sono presentati agli osteopati anche con sintomatologie non correlate con la CFRS (dispepsia, reflusso gastro-esofageo, colon irritabile, singhiozzo, ragadi anali, tenesmo, prurito, insufficienza venosa, algie non correlate a localizzazioni secondarie, parestesie e formicolii, ipoacusia, dizziness, edemi ecc.) per cui sono stati trattati ed i risultati sono stati anch’essi valutati nel questionario in una apposita sezione e nel diario clinico.

Inoltre alcuni singoli casi clinici si sono rivelati particolarmente interessanti per il decorso e la risposta alla terapia osteopatica per cui saranno oggetto di specifica discussione.

Popolazione dei pazienti

  • un Gruppo di 15 pazienti oncologici -5 maschi, 10 femmine -con le seguenti malattie di base : 7 K della mammella, 3 K del colon, 1 K del retto, 3 K dell’ovaio, 1 K dello stomaco -sottoposti a trattamenti chemioterapici, radioterapici e chirurgici -con diagnosi di CRFS -sottoposti a trattamenti osteopatici -testati con il questionario sulla sintomatologia soggettiva all’inizio, periodicamente ed alla fine del programma terapeutico osteopatico.
  • un Gruppo di 3 pazienti con pregressa malattia oncologica -3 femmine -3 K della mammella -non in corso di trattamenti terapeutici oncologici -con diagnosi di CRFS cronica -testati con il questionario all’inizio, periodicamente ed alla fine del programma terapeutico osteopatico.
  • un Gruppo di controllo composto casualmente da 6 pazienti oncologici -4 maschi, 2 femmine -in corso di contestuale e relativa terapia oncologica -ma non sottoposti a trattamenti osteopatici per CRFS -testati con il questionario sulla sintomatologia soggettiva.
  • un Gruppo di 9 pazienti oncologici -4 maschi, 5 femmine -di cui 3 K della mammella, 2 K dello stomaco, 2 K del retto, 1K basocellulare della cute, 1 linfoma -con diagnosi di CRFS -sottoposti a trattamenti osteopatici -per diversi motivi non hanno ancora completato l’iter di valutazione attraverso il questionario -vengono valutati sulla base del diario clinico giornaliero

Risultati

Al 22/01/09 i pazienti inviati agli osteopati sono in totale 33, di cui 12 sono maschi, 21 sono femmine.
Questi pazienti ai fini dello studio sono stati suddivisi in:
Al 18/12/08 in base ai dati dei questionari sulla sintomatologia soggettiva sottoposti ai pazienti del Gruppo in terapia oncologica, affetto da CRFS e trattato osteopaticamente risulta che:

  • la media dei punti del primo test è 77.83
  • la media dei punti del secondo test è 46.33 con una percentuale di miglioramento rispetto al 1° test del 40.48%
  • la media dei punti del terzo test è 27.5 con una percentuale di miglioramento rispetto al 1° test del 64.67%
  • la media dei punti del quarto test è 11.5 con una percentuale di miglioramento rispetto al 1° test del 85.23%
  • la media dei punti dell’ultimo test è 35.61 con una percentuale di miglioramento tra 1° e ultimo test del 45.75%

Alla stessa data in base ai dati del Gruppo di pazienti con CRFS cronica risulta che:

  • la media dei punti al primo test è 56.16
  • la media dei punti al secondo test è 33.25 con una percentuale di miglioramento del 40.8%

Il Gruppo di controllo di pazienti in terapia oncologica ma non trattati osteopaticamente presenta al primo test una media di punti 59.41
Il secondo test deve essere ancora effettuato.

Inoltre i primi dati sull’anemia danno una media di aumento dell’emoglobina di 1.42 g/dl nel periodo considerato. Questi dati però per essere più indicativi vanno estesi ed analizzati.



Ci sono due errori che si possono fare lungo la via verso la verità...non andare fino in fondo, e non iniziare.
Confucio