Già nel 1970 Terence Dowling, osteopata tedesco, aveva rilevato gli effetti dannosi dell’alcol, oltre che del fumo di sigaretta in gravidanza, rilevando che l’alcol, nei primi mesi della gravidanza, proprio quando molte madri non sono a conoscenza di essere incinte, può produrre una significativa malformazione fisica, soprattutto del viso.

“Le anomalie cranio-facciali – si legge nel documento del 2002 “Droghe e gravidanza” disponibile sul sito dell’Istituto Superiore della Sanità – hanno delle caratteristiche peculiari, quali fessura palpebrale sottile, naso a sella, mascella appianata, fessura labiale assottigliata, e caratteristiche della facies associate, quali microoftalmia, piega dell’epicanto, ossa palatine prominenti, denti piccoli, labbro leporino, retrognazia nell’infanzia o relativa prognazia nell’adolescenza nonché rotazione posteriore della conca dell’orecchio anormale”.

L’esposizione prenatale all’alcol ha effetti significativi sull’intelligenza e comportamento del bambino. Molti di questi bambini, infatti, sono irrequieti, e anche piccole quantità di avvelenamento durante la gravidanza hanno effetti sullo sviluppo di una negativa percezione di sé, dando luogo, in età avanzata, al Disturbo narcisistico di personalità. La privazione prenatale e sindromi di avvelenamento sono state messe in relazione non solo alle malattie cardiache, ma anche in ambito psicologico in relazione al Disturbo Borderline di Personalità. Eccessivo stress di qualsiasi tipo durante la gravidanza porta a problemi per il bambino in via di sviluppo. È necessario considerare  la vita prenatale una fase significativa della nostra vita, per questo è importante il comportamento dei genitori ancor prima del concepimento.

Secondo la relazione “Alcol e donna: aspetti clinici” a cura di Mauro Ceccanti, Marina Romeo e Daniela Fiorentino del Centro di Riferimento Alcologico Regione Lazio, Università degli Studi “La Sapienza” di Roma, “Il consumo di alcol in gravidanza è un problema ancora sottovalutato e rappresenta un grave rischio per la salute del nascituro: i bambini esposti all’alcol in utero rischiano di sviluppare numerose patologie, fino ad arrivare alla sindrome fetoalcolica, che si manifesta con anomalie facciali tipiche, ritardo della crescita e danni cerebrali”.

Cos’è la sindrome feto alcolica (FAS)

L’assunzione di grandi quantità di alcol durante la gravidanza, come avviene nelle donne con dipendenza da alcol, provoca la nascita di bambini affetti da FAS nel 40 per cento dei casi. Tuttavia, come si legge nella relazione del 2003, del Centro di Riferimento Alcologico Regione Lazio, Università degli Studi “La Sapienza”, “Studi recenti hanno dimostrato che anche consumi di molto inferiori alla soglia oltre la quale si parla di abuso alcolico si correlano con deficit nel bambino e quindi con la presenza di forme incomplete di FAS: anche quantità moderate, quindi, possono essere pericolose per l’avvenire del bambino e per il suo sviluppo psicofisico”.

La FAS è caratterizzata da:

  • pattern caratteristico di anomalie facciali;
  • ritardo della crescita;
  • danno cerebrale, che spesso si manifesta con difficoltà intellettuali o problemi comportamentali;
  • consumo di alcol da parte della madre durante la gravidanza.

L’associazione fra consumo di alcol in gravidanza e una sindrome caratteristica nei figli nati da tali gravidanze è nota dagli anni 70, quando fu ben evidenziata da Ken Jones et al. in una serie di lavori pubblicati su Lancet.

Accanto alla sindrome fetoalcolica completa, ne sono state osservate delle forme a sintomatologia più sfumata, definite come “FAS parziali”, ed è stata descritta tutta una serie di effetti (alcohol related effects) che si possono esplicare come malformazioni congenite (alcohol related birth defects o ARBD) o come anomalie neurocomportamentali (alcohol related neurodevelopmental defects o ARND).
I bambini colpiti da FAS spesso vengono riconosciuti come problematici solo nel momento del loro ingresso nella scuola dove, a causa del danno cerebrale riportato prima della nascita, non sono in grado di apprendere le nuove abilità che la scuola richiede loro. Essi presentano infatti difficoltà nell’apprendimento verbale, nella memoria, nelle abilità visuo-spaziali, nell’attenzione, nelle abilità logicomatematiche, nella velocità di elaborazione delle informazioni, nelle funzioni esecutive ed in altre aree ancora.

E’ proprio dal Centro di Riferimento Alcologico della Regione Lazio che apprendiamo la prima indagine pilota italiana, volta a conoscere i consumi alcolici delle donne in gravidanza.
Su 122 donne in gravidanza intervistate all’interno dell’Istituto di Ginecologia del Policlinico Umberto I a Roma, si è evidenziato che circa il 50 per cento continua a bere bevande alcoliche anche durante la gravidanza ed il 10 per cento beve quantità che possono essere considerate ad alto rischio di provocare danni sul bambino. Infine, solo una piccola percentuale di donne cambia le proprie abitudini alcoliche durante la gravidanza (o, addirittura, inizia a consumare alcol), mentre la maggior parte smette di fumare. Di notevole importanza è che una piccola parte (2 per cento) ha iniziato a bere alcolici durante la gravidanza.

Quanto incide bere alcol sull’infertilità?

L’alcol interferisce con il funzionamento delle ghiandole che regolano la produzione degli ormoni sessuali, e questo causa una riduzione della fertilità sia nell’uomo che nella donna. Continua a leggere…

Ricerche scientifiche