Il puerperio  è il periodo di tempo che inizia subito dopo l’espulsione della placenta e termina con la ripresa dell’attività ovarica ciclica. Di solito dura dalle 4 alle 6 settimane. Il puerperio può essere un momento di crisi nella donna: è un passaggio, un cambiamento e una necessità di equilibrio.

Durante il puerperio la madre subisce una modificazione fisica che tende a riportarla alle condizioni precedenti al parto a incominciare dalla regressione degli organi al di fuori delle mammelle. In aggiunta a ciò ci possono essere dei problemi fisici che possono essere stati causati dal parto come l’episiotomia, le emorroidi, le lochiazioni (perdite di sangue unite a residui della gravidanza), gli edemi, la perdita di tono muscolare, il recupero del peso forma, le smagliature, la caduta dei capelli.

Dal punto di vista  emozionale la donna potrebbe attraversare un momento di malinconia puerperale, di depressione puerperale e di psicosi post-partum. La malinconia puerperale (maternity blues) può avere un motivo endocrino dovuto agli estrogeni e alla prolattina e l’ossitocina oppure dei motivi psico affettivi come la discrepanza tra il bimbo immaginario e il bimbo reale o la discrepanza tra la madre immaginaria e la madre reale. Si può verificare anche una “uscita” violenta dal proprio centro o non essere più al centro oun senso di inadeguatezza.

La malinconia puerperale può derivare dalla perdita di onnipotenza, perdita della pancia, non sapere come sarà in futuro come madre, figlia, amante, professionista,  dalla accettazione della regressione infantile, o l’“esplosione” al centro della sensibilità. Ci sono inoltre modificazioni nel rapporto con il bimbo durante l’esogestazione.
Durante i primi 9 mesi il bambino ha gli stessi bisogni di quando è dentro la pancia, è una sorta di gravidanza esterna, quindi un bambino non ha “vizi” fino al 9° mese bisogna saperlo ascoltare, accogliere, accudire. E il bimbo che trasforma la donna in madre. C’è inoltre una modificazione nel rapporto di coppia. Si diventa da amanti a genitori. C’è un calo della libido dovuto alla prolattina, un senso del possesso e della gelosia, e una volontà di condivisione. La pace della società è basata sulla pace della famiglia.

Ci sono delle modificazioni anche nei rapporti sociali. Alla donna in questa fase bisogna dire che si scivola lentamente nei propri ruoli, di non avere paura di avere paura (di riconoscere le emozioni e di dargli un nome), di concedersi il lusso di riconoscere i propri limiti ed accettarli. Prima del parto bisogna informare e preparare la donna. Dopo il parto non bisogna fare nulla. La donna deve entrare in questa crisi e deve uscirne da sola sopravvivendo al parto, alla fatica e ai fantasmi mentali. Solo così può confermare sé stessa e le sue competenze e diventare madre di quel figlio di cui nel frattempo si è innamorata.
Bisogna educarsi ad essere inimitabili per il futuro.