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Pubblicazione di prova

Abstract

di Nolli Laura FT DO, Bergna Andrea FT DO, Baraggiolo Silvia FT DO, Origo Daniele FT DO, Pagani Marco FT DO, Rabaiotti Giovanni FT DO

Lo studio è stato presentato a Firenze, al Congresso Internazionale di Osteopatia “Verso un’integrazione fra medicine”.

Introduzione

L’obiettivo di questo lavoro è quello di valutare se il trattamento osteopatico può essere considerato una valida terapia per la pubalgia cronica. A tale scopo abbiamo deciso di fare un confronto con uno studio pilota eseguito da Holmich et all. descritto nell’articolo “Effectiveness of active physical training as treatment for long-standing adductor-related groin pain in atlete: randomised trial” : in questo studio vengono confrontati i risultati di un programma di trattamento di fisioterapia classica (senza esercizi attivi) rispetto ad un training attivo mettendo in evidenza la maggior efficacia di quest’ultimo.

Materiale e metodi

Adottando gli stessi criteri di inclusione sono stati valutati 24 pazienti di età compresa fra i 19 e i 36 anni dal punto di vista osteopatico rilevando per ciascuno le disfunzioni presenti. Durante la fase di valutazione iniziale è stata anche indagata la presenza di alcune particolari caratteristiche morfologiche e funzionali ( cicatrici, piede piatto, ginocchio recurvato, eterometrie vere, ecc.) al fine di tentare di verificare un’eventuale correlazione fra l’insorgenza della pubalgia e la presenza di queste peculiarità.
Successivamente, tutti gli atleti sono stati trattati per 6 volte nell’arco di 2 mesi circa senza essere sospesi dall’attività sportiva.
Ad ogni trattamento agli atleti sono state somministrate le stesse scale di valutazione utilizzate nello studio di riferimento: VAS a riposo e in attività, presenza di dolore alla palpazione del pube, dolore al test di resistenza e dolore dopo lo sport. Come outcome finale sono stati valutati la qualità del ritorno all’attività sportiva (con o senza dolore) ed il livello delle prestazioni.

Risultati

E’ stata eseguita un’analisi descrittiva dei dati da cui è emerso che la media dei valori delle VAS, sia a riposo che durante l’attività sportiva, diminuisce con lo svolgimento delle sedute; grazie all’analisi di associazione statistica possiamo affermare che il caso è una spiegazione poco probabile dell’associazione osservata (p-value < 0.005). Il trattamento è risultato Eccellente nel 44% dei casi (67% nel caso di Holmich) e scarso nel 9% (18% per Holmich).

Discussione

Nonostante le percentuali della valutazione soggettiva siano simili in entrambi gli studi (molto meglio nel 75% circa dei casi), il 44% degli atleti trattati osteopaticamente è tornato allo svolgimento dell’attività sportiva allo stesso livello precedente senza dolore contro il 79% dei pazienti dello studio di Holmich.

Conclusioni

Il trattamento osteopatico è una valida alternativa per il trattamento della pubalgia cronica in quanto permette di ottenere buoni risultati trattando gli atleti per un periodo limitato (6 sedute in 2 mesi), senza sospenderli dall’attività sportiva.

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KEYWORDS: Holmich, atleti, pubalgia, trattamento osteopatico

ID: 1693756

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