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Osteopatia su cavalli: efficacia o effetto placebo?

Abstract

La seguente ricerca a cura di Eddy Deforest D.O. è stata condotta su cavalli partecipanti a concorsi ippici nazionali ed internazionali.

Introduzione

La nostra ricerca mira a verificare l’efficacia e/o l’effetto placebo delle tecniche osteopatiche (Tecniche dirette di thrust) su cavalli. Lo studio è iniziato nel 1987 su un campione di 5.896 cavalli scelti tra i partecipanti a concorsi ippici nazionali ed internazionali. Tale scelta ha consentito di lavorare su un campione omogeneo grazie all’uniformità di regole e strategie di gara in queste competizioni: stesso numero di ostacoli con altezze definite, stessi cavalieri.

Questi cavalli per saltare hanno bisogno di una colonna lombare efficiente per comandare la propulsione degli arti posteriori e la fase aerea di ritiro degli stessi. In caso di disfunzione lombare acuta (disfunzione di gruppo: L4 L5 L6) questi “atleti” rifiutano il salto o superano la difficoltà saltando con rotazione del bacino durante il passaggio dell’ostacolo (Towsend, Leach 1984; Jeffcott 1980; Denoix 1991).

Obiettivi

Verificare se l’efficacia dell’osteopatia (tecnica diretta di Thrust) fosse riscontrabile nell’immediato, nel tempo, o invece se si trattasse di effetto placebo.

Materiali e metodi

I cavalli scelti hanno un’età compresa tra gli 8 e 10 anni; presentano dolore con zoppia posteriore; disfunzioni L5 L6 in inferiorità. Le prove consistono nel “Test dei 5 salti” a 1m40.
Sono stati formati 3 gruppi.
G1: gruppo controllo (N=1800); nessun trattamento; 50% con cavaliere abituale, 50% no;
G2: (N=2048); gruppo col cavaliere abituale del cavallo;
G3: (N=2048); cavaliere estraneo al cavallo.

Test di controllo dei “10 salti” dopo quattro giorni.
Tre gruppi campione (G1, G2 e G3);

G1: gruppo controllo (N=1800): nessun trattamento, riposo 6 giorni, test dei 10 salti; 50% con cavaliere abituale,50% no;
G2 (N=2048): cavalli trattati sempre dallo stesso osteopata e cavaliere abituale del cavallo (placebo? Psicologia?); G3 (N=2048): cavalli trattati da osteopati diversi e cavaliere estraneo al cavallo.

Due sedute a tre giorni di intervalli di OMT (Thrust dirette di gruppo L5L6) seguite da 2 giorni di riposo; sesto giorno: test di controllo (test dei 10 salti a 1m40).

Risultati

Dal quarto salto dei test di controllo, la percentuale dei cavalli del gruppo G1 che hanno superato la prova è risultata in netta diminuzione (da 96,88% a 84,44 %) rispetto a quella dei gruppi G2 (da 100% a 93,79%) e G3 (da100% a 93,84).
Sui cavalli del gruppo G1 – che non sono stati curati – è stata riscontrata una ricomparsa dei dolori man mano che hanno effettuato salti. Prova supplementare dell’efficacia dei trattamenti sui cavalli.                                     Il gruppo G2 rimane il gruppo con una percentuale superiore fino al nono salto; ciò potrebbe essere spiegato con la presenza del cavaliere abituale (effetto tecnico).

Conclusioni

La tabella dei risultati è eloquente e prova con il gruppo G3 che il metodo e la strategia utilizzati sono stati efficaci, eliminando l’effetto placebo.

Bibliografia

  • Townsend H.G.G., Leach D.H.: Relationship between intervertebral joint morphology and mobility in the equine thoracolumbar spine. Equine Veterinary Journal 1984, 16 (5), 461-465.
  • Jeffcott L.B.: Back problems in horses, conditions causing thoracolumbar. Equine Veterinary Journal, 1980.
  • Denoix J.M.: Aspects fonctionnels et approche sémiologique des régions lombo sacralle et sacro iliaque chez le cheval. Proceedings congrés de chirurgie equine, Genève (Suisse). Revue Suisse de Médecine Vétèrinaire, 1991, 89-106.

Dr Eddy Deforest Osteopath D.O.
Istituto Romano di Medicina Osteopatica.
Via Alessandro Torlonia 15/a, 00161 Roma
Tel. 393 923 95 59 – 06 855 71 47 (deforestosteo@yahoo.it)

KEYWORDS: animali, cavalli, osteopatia equina

ID: 12281

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