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Tutoriale della pratica basata sull’evidenza: come scrivere il report di un caso clinico

Abstract

Tutoriale pubblicato dal National Council for Osteopathic Research
(tradotto per CRESO dall’osteopata Fabìola Marelli)

Il mantra “pubblica o muori” sta acquisendo sempre più importanza per tutti gli operatori che si occupano di salute.  Mentre a pochi professionisti con studio privato viene data la possibilità di essere coinvolti in studi clinici su vasta scala, per qualsiasi osteopata è realizzata la possibilità di redigere un report di un caso clinico (case report). I Casi clinici vengono infatti pubblicati frequentemente nella letteratura medica; solo negli ultimi 5 anni MEDLINE ne ha pubblicati più di 240.

I case report possono essere utilizzati a scopo didattico, in quanto forniscono una quantità enorme di informazioni cliniche, grazie ad una preziosa lezione derivante dalla pratica, possono descrivere un dilemma diagnostico o terapeutico,  oppure dare importanti informazioni in caso di eventuali reazioni avverse dovute ad una particolare tipologia di trattamento. Possono inoltre suggerire la necessità di un cambiamento nella pratica o indurre a pensare in termini di diagnosi o prognosi.

I case report non possono però dare suggerimenti a riguardo a variazioni di intervento o prevenzione perchè per questo sono necessarie evidenze ancor più solide. E’ un peccato che nella gerarchia dell’evidenza (figura. 1) i case report vengano posizionati nel livello più basso nonostante molti professionisti ritengano che essi forniscano una grande quantità di informazioni utili.

Questa opinione era stata espressa da Brodell (2000) che affermava: “In questa epoca di studi dei risultati e di medicina basata sull’evidenza, il valore dei report sui casi clinici, l’intuizione del medico e la serendipità (ossia scoprire casualmente ed in modo imprevisto un fenomeno di importanza fondamentale durante prove o esperimenti) sono spesso trascurati. L’intero mondo scientifico ha le radici nell’osservazione, e i medici ‘full time’ si trovano nella situazione ideale per osservare i casi atipici, sviluppare spiegazioni razionali per i risultati e seguire i progressi per accertare la validità delle loro ipotesi”.

I risultati raccolti nei case report, pertanto, possono fornire le basi di ricerca per studi futuri che porteranno a trattamenti basati sull’evidenza. Se durante la pratica clinica si presenta un paziente con un disturbo insolito o interessante, può risultare utile redigerlo sotto forma di report. Per farlo è necessario ottenere innanzitutto ottenere il consenso scritto e firmato dal paziente o dai suoi tutori. Chiedere il consenso è obbligatorio per alcune riviste,  anche se è importante notare che si tratta sempre di una buona prassi.

Una volta identificato il paziente idoneo, ci sono alcuni passaggi da seguire quando si redige un case report, come per esempio effettuare una ricerca sulla letteratura esistente utilizzando banche dati specifiche (come Medline, Pub Med, Amed) e motori di ricerca come Google.  E’ inoltre necessario scrivere in sintesi la storia del paziente, gli esami effettuati, le caratteristiche cliniche emerse dagli esami, le indagini che sono state richieste o già eseguite (se appropriate), i risultati delle indagini rilevanti (sia negativi che positivi), il timo di trattamento e la strategia utilizzati e l’esito del trattamento. 
La riservatezza è fondamentale e tutte le informazioni relative al paziente del case report dovrebbero essere anonime per evitare che l’identità del paziente venga rivelata.

Una volta scelta la rivista di settore a cui si desidera inviare il proprio case report, si dovrebbe visitare il sito web per identificare che tipo di articoli approva. Alcune riviste, come il British Medical Journal, non accettano case report ma hanno una sezione denominata “Lezione della settimana”.

E’ anche importante considerare il numero massimo di parole e il formato richiesto dal giornale per ogni articolo, così come conoscere i requisiti di formattazione della rivista, ovvero il modo in cui i margini, la numerazione e la spaziatura dovrebbero essere presentati.  Ogni rivista ha infatti la propria modalità preferita di presentare gli articoli, per esempio Harvard o Vancouver (noto anche come stile di uscita).

La struttura più comune da utilizzare per presentare un case report è la seguente:

Introduzione

Riassume il case report in una o due frasi.

Case Report

Sintetizza le informazioni ottenute dalla storia del paziente, dall’esame dai risultati dei test e dal trattamento. Ogni categoria di informazioni può essere racchiusa in un paragrafo specifico senza intestazioni.
Questa parte dovrebbe essere letta con facilità, come se raccontasse la storia del paziente, tralasciando dettagli inutili. Dovrebbe inoltre contenere una selezionata documentazione clinica che illustra i punti presi in esame, senza che diventi un avvicendamento sistematico di consultazioni e trattamenti.

Discussione

Questa sezione dovrebbe comprendere una serie di criteri diversi. La ragione sul perché si sia scelto di scrivere un case report su quel particolare paziente, dovrebbe introdurre la discussione.
Dopodiché si potrebbe proseguire sintetizzando ciò che è emerso dalla ricerca delle fonti bibliografiche e dalla letteratura fornendo informazioni riguardo a ciò che altri autori hanno scritto sull’argomento.
L’ultimo e più importante punto della discussione, incentrato sulla prova dell’unicità e rarità di una condizione o risposta al trattamento, dovrebbe includere spiegazioni scientifiche per la posizione adottata riguardo la gestione di questo particolare caso.
E’ importante descrivere la causa di una specifica condizione, perché è stato scelto proprio quel particolare aspetto clinico di quella condizione, e come questo ha influenzato il risultato nel paziente. Se il metodo utilizzato è stato differente rispetto all’approccio standard di trattamento, è necessario descrivere quali raccomandazioni dare per i futuri pazienti, e quali è possibile trarre sulla base della tua esperienza.

Conclusione

Alcuni case report non contengono conclusioni.
Se si sceglie di includerla, dovrebbe riassumere i risultati in una, due frasi.

Riferimenti

Dovrebbero seguire lo stile richiesto dalla rivista a cui è stato presentato l’articolo.

Riconoscimenti

Si dovrebbe sempre includere la dichiarazione utilizzata per il consenso informato che potrebbe essere, ad esempio: “La presente relazione è stata pubblicata con il consenso scritto del paziente/del tutore“.

Informazioni aggiuntive

Può anche essere utile includere i dettagli delle abbreviazioni, se sono state utilizzate.
Qualsiasi interessamento da parte di accademici dovrebbe essere incluso in questa sezione.

Preparazione del case report per la presentazione

Al termine della stesura del case report si consiglia di leggerlo più volte quanto è stato scritto.
Questo consentirà di correggere le eventuali parti in cui il testo è troppo dettagliato o poco chiaro. Una volta che le modifiche apportate alla relazione sono soddisfacenti, potrebbe essere utile chiedere ad un collega di leggerla e di fornire un feedback costruttivo.

Presentazione ad un giornale

Può essere effettuata anche per via elettronica. 
La sezione su sito web del giornale “istruzioni per gli autori” (es. nella rivista JAOA – The Journal of American Osteopathic Association), indica la modalità preferita dal giornale per la presentazione dell’articolo. Ogni rivista ha dei revisori che inviano commenti sui case report ricevuti; prima che la relazione possa essere pronta per la pubblicazione, dunque, potrebbe essere necessario doverla modificare ulteriormente alla luce di questi commenti.

Scheda di sintesi di un Case Report

Per saperne di più:

http://www.elsevier.com/wps/find/authorshome.authors

 

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