Felicità

L’impegno etico più importante è essere felici nell’adesso, attimo per attimo, contenti di ciò che c’è, così come è. Un infelice è fondamentalmente una persona preda del suo Ego. Come tale non ama nessuno, ma si nutre di disprezzo, a partire dal disprezzo per sé. Ama il prossimo tuo come te stesso diventa possibile solo se si è felici dentro, cioè se si è liberi dal dominio dell’Ego.

La felicità, a differenza di come si pensa comunemente, non è frutto delle circostanze della vita, più o meno favorevoli. Essa piuttosto nasce naturalmente dalla pratica quotidiana delle qualità dell’essere, come l’apprezzamento, la gratitudine, la generosità, l’integrità, la compassione. Chi è felice emana onde positive che fanno bene a tutte le persone intorno. E, data la natura dell’inter-essere, far bene agli altri è far bene a se stessi.

A sua volta, l’infelicità è originata dalla pratica degli inquinanti mentali, come la rabbia, il risentimento, l’ingratitudine, il disprezzo, l’invidia, il sospetto, la repressione. Gli inquinanti sono i mezzi che l’Ego utilizza per aumentare il suo potere sulla persona. Naturalmente per perseguire questa strategia, deve renderla del tutto inconsapevole: la persona non deve avere neppure il sospetto che sta impegnandosi con tutta se stessa a perseguire il suo male.

Al contrario, deve credere che sta facendo le mosse giuste per “difendersi”, “proteggersi”, “perseguire i propri interessi”. Ecco perché la caratteristica fondamentale dell’Ego è la distorsione della realtà, o, in parole povere, la sistematica menzogna. La menzogna è necessaria per mantenere la persona nell’ignoranza. Ma l’Ego individuale non può far tutto da solo. Non ne sarebbe in grado. L’Ego individuale si costruisce attraverso l’interiorizzazione dell’Ego collettivo. Ecco perché è così importante, per sciogliere le proprie nevrosi, cominciare a diventare consapevoli delle sue determinanti culturali e collettive.

Dal punto di vista fisico, l’infelicità è un treno di onde negative, che produce malessere o malattia. E’ una musica stonata, che fa male all’orecchio e al cuore. Come treno di onde, l’infelicità si propaga nell’ambiente circostante, contaminando le persone intorno, a meno che non abbiano sviluppato sufficiente consapevolezza per sottrarsi al fenomeno della risonanza. La presenza di un infelice può rendere un gruppo depresso. Tutti si sentono meno bene, e per sottrarsi a questo dispiacere, facilmente compiono delle mosse controproducenti.

Chi è felice costituisce un esempio che è desiderabile seguire. Naturalmente ci può essere chi vede nella felicità altrui una minaccia al proprio potere di imporre il suo cattivo umore che condiziona parenti, amici, conoscenti. In altre parole, i leader radicati nelle qualità dell’essere sono mal visti dai leader egoici negativi.

I genitori felici hanno molto più potere nell’educare i figli. Chi è felice significa che dà valore alla felicità. Genitori felici danno valore a ciò che può favorire felicità nei figli: affetto, presenza, empatia, amore. Non hanno quindi bisogno di compensarli per le loro carenze, di viziarli, di cedere ai ricatti. Inoltre, i figli vedono nei genitori dei modelli di come essi stessi potranno diventare nel futuro seguendo il loro esempio. Se i genitori sono tristi e di cattivo umore, i figli non avranno voglia di seguirli. Se cercheranno di insegnare loro qualcosa, mancheranno di leadership. I figli si opporranno: non voglio diventare come te!

Le parti interne meno evolute, le subpersonalità, si comportano come i figli: non hanno alcuna intenzione di seguire le direttive di un io-governo infelice! Rifiuteranno la sua leadership. Si opporranno e continueranno a fare di testa loro. Ma essendo molto piccole come età mentale, il loro contributo sarà scarsamente apprezzabile, se non addirittura dannoso o devastante. Tutte cose che alimenteranno l’infelicità del povero io-governo, sempre meno capace di governare e sempre più pronto a lamentarsi e subire.

Nella nostra filosofia, la felicità è spesso stata confusa con il piacere, senza guardare alle conseguenze che i diversi tipi di piacere recano con sè. Alcuni piaceri sono in realtà pieni di veleno, e oscurano la possibilità di essere felici. Se una ferita mi prude, grattarmi offre un piacere momentaneo. Ma se continuo a grattarmi, che cosa accadrà? Se mi sento giù, cerco sollievo nell’alcool o nel cibo. Ma alla lunga, questa scelta dove mi porta?

Nella visione buddista, felicità significa gioia dell’essere, senza cause, senza condizioni. Sukha, ananda, non dipendono da prestazioni, aspetto esteriore, successo, salute, anche se possono esserne influenzate.

Dal nostro punto di vista, il cattivo umore è una forma, tra le più subdole, di racket, cioè di mafia psicologica, attraverso la quale una persona ruba l’energia ad un’altra, senza per questo diventare contenta. In altri termini, è un equivalente aggressivo, una forma passivo-aggressiva: fa del male occultando la sua natura distruttiva. Dato che è una forma molto diffusa, è facile per chi la pratica sottrarsi al feedback e al confronto. In questo modo può continuare su questa strada per anni, senza averne la minima consapevolezza e spargendo intorno a sè molti semi di infelicità. L’Ego, che si nutre di infelicità, trova in questa forma un modo semplice ed efficace per aumentare il suo potere sulla persona, sulla coppia, sulla famiglia, sul gruppo dove può esercitarla.

Le persone intorno, specie quelle predisposte a soffrire di sensi di colpa, quelle che ritengono che la felicità degli altri dipenda dal loro comportamento, cadono così in un tranello molto rischioso: per sottrarsi al peso del cattivo umore di un compagno o di un amico, cominciano a indagare sui suoi bisogni insoddisfatti, ottenendo in risposta una sequenza di lamentele: mi manca questo, avrei bisogno di quello, c’è questa cosa terribile che non riesco ad eliminare ecc. A questo punto loro si sentono in dovere di lenire il dolore dell’altro, cominciando ad agire in sua vece o facendo promesse che spesso richiederanno un impegno assai superiore alle previsioni, visto la passività della persona sofferente.

Ogni promessa diventa debito. Ed ecco che la relazione con l’altro lamentoso o di cattivo umore diventa una sorta di lavoro sempre più pesante. Da relazione fraterna, di aiuto, diventa una relazione parassitaria, in cui uno dei due continua a dare, e l’altro a ricevere e disperdere nel vento. Prima c’era una persona infelice, ora ce ne sono due. L’Ego di entrambi può festeggiare. Aiutare l’altro non significa mai fare le cose al suo posto, addossarsi i suoi carichi, assumersi i suoi impegni e responsabilità. Questo non fa che indebolire l’altro, rendendolo sempre più succube e alimentando la sua rabbia e rancore. Cioè proprio quegli inquinanti che gli impediscono di vedere la realtà così come è, nelle sue infinite possibilità. L’aiuto è tale solo se accompagnato dall’insieme delle qualità dell’essere. L’amore, in primo luogo. E amare una persona significa favorire la sua evoluzione, la sua crescita psicologica e spirituale. Favorire cioè lo sviluppo delle sue risorse e di un governo interiore ispirato dai messaggi dell’anima, anziché dalla propaganda dell’Ego.

Qui sta la differenza tra pietà e compassione. La pietà vede nell’altro solo i suoi problemi. La compassione, oltre ai problemi, vede la sua forza e le sue risorse. Vede nei problemi solo dei sintomi del modo distorto di osservare il mondo. La pietà fa sì che ci si sostituisca all’altro: tu sei un poverino, io sono superiore, in condizioni assai migliori delle tue. La compassione vede nel dolore dell’altro un riflesso del proprio dolore: io, a livello profondo, sono come te, un fuscello che galleggia nel grande fiume della vita. Ho i miei limiti, come tu hai i tuoi.

Ma so che c’è qualcosa di più grande che può aiutarci entrambi: la crescita della consapevolezza e l’apertura del cuore. Quando il cuore è chiuso, gli occhi non vedono davvero la realtà, ma la inventano di sana pianta. La mappa che guida la nostra vita è quindi profondamente falsa e distorta. E’ una mappa paranoide, che vede ostacoli e nemici ovunque. Aiutare una persona significa fondamentalmente questo: favorire l’apertura del suo cuore attraverso l’apertura del proprio, nella presenza e nella consapevolezza.

Il primo passo da compiere in questa direzione è liberarsi dai sensi di colpa, inadeguatezza, indegnità. Tutti radicali nevrotici che dipendono dalla pratica del giudizio, del criticismo, delle doverizzazioni, attraverso i quali la cultura oppressiva ed egoica indebolisce i suoi appartenenti, rendendoli schiavi di false percezioni e di bisogni indotti, certamente incapaci di una rivoluzione che vada al centro dei problemi: smascherare la natura impersonale e perversa dell’Ego e del potere dominio.

(M.Scardovelli)

La Biologia delle Credenze e la Scienza dei Miracoli

l Linguaggio quantistico della Guarigione, della Pace, del Sentire e del Credere

Con: Gregg Braden e Bruce Lipton
Svolto il: 17-18 giugno, Milano

 

 

 

Appunti di Eleonora Meloni

Gregg Braden

Questo è un periodo particolare per l’umanità. Da 5.000 anni a questa parte non c’è mai stata una generazione che si è trovata a dover risolvere così grossi e così tanti problemi in poco tempo. Non ci sarà nessuna nuova tecnologia o invenzione che ci potrà aiutare; nulla che dall’esterno risolverà i problemi. L’unico modo per riuscirci è dentro ogni essere umano, è cambiare il modo di pensare.
Occorre cambiare il nostro pensiero.
Tale cambiamento avviene e due grandi scoperte, non ancora di dominio e di utilizzo pubblico, dimostrano che ciò sarà possibile:

  1. esiste un campo di energia che collega a livello molto profondo tutto ciò che esiste;
  2. noi tutti comunichiamo tramite esperienze, emozioni, sentimenti.
    Quando abbiamo un’aspettativa parliamo una lingua che il campo energetico riconosce. E’ il linguaggio del sentimento. Se cambiamo il sentimento allora possiamo cambiare la nostra vita: occorre imparare ad utilizzare il sentimento del cuore perché è quello che cambia la vita dell’uomo e del mondo.

La donna tibetana e la donna israeliana di 120 anni cosa hanno di diverso? Ciò che le distingue dagli altri è il modo di pensare e di vedere il mondo.
Le credenze stanno nel cuore e sono quelle che cambiano le nostre cellule, la nostra biologia.
La scienza ha scoperto il potere della credenza, solo che gli scienziati non credono alle loro scoperte.

Effetto placebo

Nel 1995 Dr. K Breker sperimentò l'effetto placebo sui suoi pazienti e vide che 1/3 era guarito grazie a nulla. Questi credevano!!
Un cardiologo utilizzava una procedura per sbloccare le arterie ostruite con il 90% di successi. Egli prese un campione di pazienti che si dovevano sottoporre a questo intervento e simulò l’operazione alle arterie.
I pazienti campione credevano di essere stati sottoposti alla procedura di routine e ottennero lo stesso risultato di successo di quelli realmente operati.
Ciò che credi sia vero nella vita può essere più potente di quello che altri credono essere la verità.

Effetto placebo a livello del singolo neurone.
Nel 2004 a Torino il dott. Fabrizio Benedetti condusse uno studio: a pazienti con forti dolori è stata somministrata dopamina per alleviare il dolore per un'ora. Dopo questa ora il dolore era tornato forte e così hanno somministrato loro un pò di fisiologica facendo credere che fosse di nuovo una dose di dopamina: il dolore era scomparso di nuovo come se avessero ricevuto veramente la molecola dopamina. In entrambi i casi i pazienti erano stati sottoposti a tac cerebrale. In entrambi i casi (dopamina e fisiologica) le cellule cerebrali avevano modificato il loro stato come se fossero state stimolate dalla dopamina. Le cellule reagiscono per essere all’altezza delle nostre aspettative, delle nostre credenze.
Se quando ci svegliamo crediamo di essere amati o di essere sani ciò si verificherà perché succede esattamente quello che attendiamo e ciò avviene fino a livello della singola cellula che si modifica in base alla nostra aspettativa.

Effetto nocebo è l’opposto del placebo
Il nocebo mi impedisce di guarire, se credo di ammalarmi a causa di qualche cosa allora mi ammalerò. Quando crediamo che qualche cosa ci può danneggiare, succederà. Perchè il nostro sentimento, la nostra credenza è una energia che viene trasmessa alla nostra biologia, alle nostre cellule e le influenza.
Se credi che qualche cosa ti può fare male, le singole cellule si modificano e sentiranno il male atteso. Queste scoperte sono straordinarie; ora veramente il medico non può più permettersi di dare profezie negative.
Il principio che può fare del male ci può anche aiutare a guarire. La guarigione è un sentimento che si basa sul cuore, sull’intuito ed è pertinenza del emisfero cerebrale destro. Essa si basa sulle credenze, sul sentimento del cuore sia del paziente che del terapeuta.
Entrare con sentimento nella realtà è molto più potente che entrarci con il pensiero.

Durante uno studio paziente e terapeuta furono separati in due stanze diverse e si concentravano sul processo di guarigione. Il paziente guariva. Il terapeuta non pensava di guarire il paziente, ma sentiva che il paziente era già guarito. Questo non è un processo di pensieri, ma solo di sentimenti.

Che differenza c’è tra pensiero e sentimento?

Il sentimento è il linguaggio del cuore, è senza parole. Solo quando senti il sentimento del cuore le cellule iniziano a cambiare. I sentimenti sono le preghiere. Le preghiere non sono parole o canti. Noi pensiamo che le parole stesse siano preghiere ma le parole sono solo ciò che dà forma alla preghiera, al sentimento. Proviamo il sentimento come se la preghiera fosse già stata esaudita. Nel vangelo di Tommaso ci sono le istruzioni, ma nessuno le conosce: "sentire come se..".

Anche nel vangelo di Giovanni: "chiedete e vi sarà dato (...) e la vostra gioia sarà completa".
Ma nel testo originale è scritto così: chiedete senza motivi nascosti (senza giudizio) e siate avvolti dalla vostra risposta (da ciò che desiderate) e allora la felicità sarà piena.
Se hai chiesto e non hai avuto è perché non hai avuto le istruzioni precise. Purtroppo le istruzioni della tradizione cristiana sono andate perdute, ma quelle buddiste sono conservate.

Come noi ci sentiamo, quello in cui noi crediamo influenza la nostra vita. Siamo nati con la capacità di cambiare il nostro mondo attraverso le nostre credenze…ma non ci crediamo. Pensiamo che per cambiare il mondo serva oggi una qualche tecnologia sofisticata. Ma la più sofisticata delle tecnologie è dentro di noi: siamo noi stessi che creiamo la realtà e purtroppo lo facciamo ancora inconsapevolmente. Noi creiamo la nostra realtà ma siamo in grado di creare esattamente solo quello in cui crediamo. Quando cuore e cervello comunicano c’è COERENZA, la frequenza di tale coerenza e di 0,10 hz/sec.
Il sentimento che può creare la biochimica di guarigione è il sentimento di apprezzamento e gratitudine.

- Congiungi le mani al petto per attirare l’attenzione dai pensieri al sentimento del cuore.
- Entra nel sentimento di apprezzamento e gratitudine: provalo, sentilo vivilo. Senti tali sentimenti relativi al risultato della tua preghiera come se fosse già stata esaudita.
- Respira a livello del centro del cuore; In questo stato si è rilevato un campo elettromagnetico a forma di mela intorno al corpo con raggio di 2-3 metri, ma tale misurazione è data dai limiti degli attuali strumenti di misura. In realtà tale campo è molto più esteso.
Biochimicamente i livelli di cortisolo scendono e i livelli di deha salgono del 100%.

Se fai meditazione quotidiana aumenti i livelli di coerenza tra cuore e cervello.
Una nuova scoperta che sarà resa pubblica nei prossimi mesi: la regione F2 della ionosfera ha la stessa frequenza del cuore umano quando siamo in coerenza tra cuore e mente. La frequenza del nostro cuore è legato alla geo-frequenza (frequenza della terra).
C’è una emozione collettiva che ha impatto sul campo geo-magnetico della terra.

In virtù di questa scoperta è partito da una università della California un progetto scientifico di COERENZA GLOBALE: osservare l’andamento della frequenza cardiaca della terra.
Per approfondimenti: www.heartmath.org

Bruce Lipton

Tratta dell’aspetto più scientifico di come i pensieri, le credenze controllano la biologia.
Spiega i meccanismi, la fisica della vita.

Newton: L’Universo è una macchina:

  1. materialismo: considera solo aspetto visibile della realtà;
  2. riduzionismo: scomporre l’oggetto complesso nella sue parti e studiare quelle separatamente
  3. determinismo

Meccanica quantistica (1925): L’Universo è energia

L’energia è una forza, non posso vederla, posso solo vedere il suo effetto.
Tutta l’energia è collegata, intercorrelata: da ciò deriva che occorre vedere il mondo in modo solistico e non più riduzionistico.
L’atomo è energia, gli atomi sono piccoli tornado, ed è questa loro caratteristica che mi impedisce di attraversare un muro.
L’atomo è neutro, ma girando su se stesso rilascia cariche attorno a se che creano onde, increspature nell’ambiente circostante.
L’energia di TUTTI gli atomi dell’universo creano il campo, la matrice (matrix).
La materia e la matrice formano la struttura.

La malattia non è nelle cellule, ma è nel campo quindi non occorre un intervento fisico, ma solo un cambio dell’energia del campo per modificare la biologia del corpo. La medicina ufficiale studia solo la materia e le cellule, non il campo energetico in cui le cellule si trovano.

Einstein: "IL campo è l’unico agente che governa la particella"

La mente dà forma al corpo quindi la mente è l’unico agente che governa il corpo.
Per capire il corpo occorre capire la mente. La mente, i pensieri danno forma al corpo.
I pensieri non sono contenuti nella testa ma sono nel campo e lo influenzano.
Ogni pensiero risuona con tutti quelli presenti nel campo che hanno la stessa energia sua e ne vengono attirati. Quindi se abbiamo un determinato pensiero prepariamoci ad averne altri simili perchè vengono da esso attirati…. Bada a ciò che pensi!

Se l’energia è responsabile della forma allora anche per la biologia vale la stessa cosa: l’energia è responsabile della biologia.

La medicina dice che tali segnali possono essere solo chimici, ioni o molecole. Non riconosce il ruolo dell’energia come segnale.
Recentemente su un articolo scientifico pubblicato da rivista Nature “a new twist in molecular shape” si afferma che i segnali che muovono le proteine non sono molecole, ma energia che viene dal campo.
Traumi, tossine, ma soprattutto i pensieri e le credenze mandano dei segnali che interagiscono con le proteine del corpo e insieme determinano il comportamento.
Per cambiare il comportamento è fondamentale cambiare i pensieri e le credenze, più precisamente:

Traumi, tossine, pensieri e credenze mandano un
Segnale primario che interagisce con il
Cervello che manda un
Segnale secondario che interagisce con le
Proteine e insieme determinano il
Comportamento

Il contatto tra proteine e segnale secondario avviene a livello della membrana cellulare. L’identità dell’individuo si trova nell’ambiente, nel campo, e viene espressa a livello fisico nel corpo. Precisamente l’identità di un individuo è espressa, a livello fisico, nei recettori presenti nella membrana cellulare.

Due cellule dello stesso tessuto ma provenienti da due individui diversi sono diverse perchè hanno recettori diversi nella membrana cellulare. Se distruggo la cellula non uccido l’individuo perché la sua identità esiste fuori dal corpo. Il corpo serve per percepire, sentire l’ambiente e trasforma l’informazione in consapevolezza elettromagnetica. Avere un corpo è per sentire la vita, per sperimentare questo pianeta. Se fossi solo spirito non potresti percepire e sperimentare questo mondo.

RECETTORE: consapevolezza dell’ambiente
EFFETTORE: sensazione fisica
PERCEZIONE: consapevolezza dell’ambiente tramite una sensazione fisica.
La percezione è l’interruttore della nostra biologia, ciò che unisce il recettore all’effettore.

Cosa succede con i GENI?

Non è vero che i geni controllano la nostra vita.
Essi sono delle basi per formare delle proteine ma non hanno alcun controllo sulla biologia.
Il segnale rimuove le proteine regolatrici che si trovano attorno alla molecola del DNA.
Questo è un controllo EPIgenetico, cioè non sono i geni che controllano ma il controllo sta al di sopra dei geni. Il DNA non è responsabile di nulla, sono le proteine che lo rivestono che si spostano in seguito ad un segnale ricevuto dall’ambiente per permettere la sua attivazione.

Avendo una percezione “sbagliata “ della vita si fa una attivazione “sbagliata” dei geni.
Quindi sono io che controllo i geni in base a come percepisco la realtà e non i geni che controllano me.
Non sono vittima dei miei geni.
Viviamo CREDENDO che i geni ci controllano, invece sono i nostri pensieri, i nostri sentimenti, le nostre emozioni, le nostre percezioni, le nostre credenze che controllano i nostri geni.
Quindi è importante comprendere quanto è fondamentale lavorare sulle nostre credenze.

I segnali ambientali tolgono la manica di proteine attorno al DNA per esporlo e leggerlo. Posso cambiare la lettura dei geni ma non posso modificare il corredo genetico.
Un solo gene mi può dare più di 30.000 proteine diverse.
A scuola impari che la sequenza per la trascrizione del gene è la seguente:
DNA – RNA – PROTEINE
Ora occorre aggiungere:
SEGNALE AMBIENTALE (PERCEZIONE) – PROTEINE REGOLATRICI – DNA – RNA – PROTEINE.

Non posso cambiare il codice genetico, ma posso cambiare l’espressione genetica, cioè quali geni si devono attivare: questo si chiama controllo EPIgenetico.
Modificando l’ambiente in cui vive la mamma, le sue percezioni, cambia l’espressione genetica del figlio durante la gravidanza.
Gemelli monozigoti (identici) hanno lo stesso corredo genetico ma l’espressione dei loro geni è completamente diversa in base alle loro percezioni dell’ambiente.
Cambi l’espressione dei tuoi geni cambiando il tuo atteggiamento nei confronti dell’ambiente.

E’ la percezione che controlla la tua espressione genetica.
E’ la percezione che controlla la tua biologia.

Il 78% delle guarigioni sono correlate alla mente, credenze del paziente.
Chi guarisce non è diverso geneticamente, ma semplicemente ha un sistema di credenze diverso.

Il cervello percepisce l’ambiente.
La mente controlla cosa il cervello percepisce.
Possiamo dividere la mente in due parti:

  1. la mente consapevole, sede dell’autocoscienza, del pensiero, della logica, del desiderio, dell’aspirazione. Questa parte situata nella porzione prefrontale della corteccia può elaborare 40 impulsi nervosi al secondo
  2. La mente subconscia, inconsapevole, degli automatismi è in tutto il resto del cervello e può elaborare 40 milioni di bit (impulsi) al secondo.
    Essa è un milione di volte più potente della mente conscia.

La mente subconscia si basa sull’ABITUDINE, ripete una abitudine.
La mente conscia è quella CREATIVA.

E’ la mente subconscia che controlla la nostra vita: infatti il 95% della giornata è governata dalle nostre abitudini, viviamo in automatismi, senza consapevolezza, e un 5% della nostra giornata è governata da attività consce. La mente sub conscia è fondamentale perchè ci permette di sopravvivere: quando guido l’auto sto usando la mente subconscia, il pilota automatico e questo è un grande bene in quanto mi fa reagire ancor prima che io possa realizzare di trovarmi in una situazione di pericolo.
Allora se siamo governati per il 95% della nostra vita dalle abitudini è meglio crearci su misura le abitudini che ci fanno vivere bene.

Sintesi: un segnale ambientale viene interpretato per 5% da mente conscia, per 95% da mente subconscia.
E’ la mente subconscia che controlla la biologia cellulare. La programmazione della mente sub conscia è iniziata a livello fetale. Nell’utero già si risponde all’ambiente esterno attraverso le percezioni, credenze della madre.
Occorre conoscere che situazione c’è tra i nostri genitori prima della nostra nascita.
Il feto non ha ancora pensieri perchè non ha esperienze.
La coscienza non c’è fino ai 5 anni.

Attività cerebrale del bambino

0-2 anni: onde delta
Il bambino vive in uno stato ipnotico, assorbe tutto indiscriminatamente come verità. Le informazioni derivate dagli altri(genitori) penetrano nel suo subconscio. La mente conscia non funziona ancora. Qualsiasi cosa dicano su di te bambino viene recepita come verità a livello subconscio. Il bimbo acquisisce il sistema di credenze degli altri.

2-6 anni: onde theta
Immaginazione

6-12 anni: onde alfa
Attività cosciente +12anni: onde beta
Pensiero scolastico

Il 95% della nostra giornata è governata dalla mente subconscia che abbiamo visto esprime le verità che abbiamo assorbito dagli altri. Durante la giornata viviamo secondo le verità acquisite e appartenenti ad altri, non secondo le nostre verità, i nostri desideri.
Ci comportiamo come i nostri genitori perché il sub conscio è molto più potente, più veloce (40 milioni di bit al secondo) del conscio (40 bit al secondo).
Ti comporti come la mamma perché il suo comportamento è entrato nel tuo subconscio fin dal concepimento.
La nostra mente conscia, con i nostri desideri, si comporterebbe in modo diverso. Il pensiero positivo, il sistema di credenze da riprogrammare avviene nella parte conscia.
Si può vedere il nostro subconscio?
Quando ci innamoriamo iniziamo a comportarci secondo la mente conscia; siamo presenti, consapevoli di come ci vestiamo, di come ci comportiamo a tavola di fronte all’innamorato etc..
Questo è il periodo più felice perché agiamo secondo la mente cosciente che segue i nostri desideri, le nostre aspirazioni. Di conseguenza tutta la nostra vita in questo meraviglioso periodo va nel verso giusto e anche il nostro fisico sta bene, è in forma. Sembra un periodo magico e invece è semplicemente che abbandoniamo desideri, aspirazioni credenze altrui (subconscio) e viviamo secondo i nostri (che sono i migliori per noi).
Occorre diventare più attenti, più consapevoli così questa luna di miele dura per tutta la vita.