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#2227


Anonimo

Carissimo Nuccio, mi arrogo un tu per vicinanza di pensiero, già una volta in occasione di un tuo scritto ho sostenuto la tua opinione in merito all’osteopatia ed ora “bisso”.Spesso nell’esercizio della professione le persone si dimenticano il campo di azione della professione stessa, LA VITA, scindendo il fine di questa da quello loro che magicamente assume una dimensione personale con connotati fortemente narcisistici; ci dimentichiamo, col fascino di tecnologia, metodi, arte, tecnica, protocolli, denaro ecc, di ascoltare l’altro solo dopo aver conosciuto noi stessi col risultato finale che l’altro sarà uno strumento per giungere a noi stessi. Nell’agire un momento di cura non si può prescindere da nessun elemento esperenziale di vita, sia esso tecnico sia esso umano e personale, per i quali va effettuato quell’apprendimento come è stato per il bagaglio tecnico. Cosi insicuri in ciò ci appoggiamo alle competenze di cui disponiamo (metodologie standardizzate) o pulsioni, ancor peggio, a noi sconosciute ma che di noi sono modello operativo. Hai ragione dobbiamo mettere un po’ più di anima nella vita, ma, come te e me, quella ingenua, curiosa entusiasta ed amica del prossimo. Finisco dicendoti che non so se la risposta ti giungerà, non sono esperto di come funzioni il portale, ma sono un grosso sostenitore della “vita osteopatica”, pur medico e psicologo, e mi fa piacere condividere il tutto. A presto Michele

 

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