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II° congresso di Osteopatia a Roma: lo studio di Pachì e Turlà sulla filosofia osteopatica in ortodonzia

Abstract

Sino al prossimo 6 aprile, data di inizio del Congresso Internazionale di Medicina Osteopatica,Verso un’integrazione fra le medicine, proporremo in quest'area del blog riservata agli osteopati e studenti, tutti gli abstracts dei lavori di ricerca presentati nello scorso II° Congresso nazionale di medicina osteopatica: la medicina incontra l'osteopatia: verso una "Medicina Sistemica". L'Osteopatia nelle Età della Vita, tenutosi a Roma lo scorso giugno.
Scopo dell'iniziativa, quello di dare continuità all'edizione congressuale negli anni, e di stimolare altri colleghi ad operarsi nella ricerca e nella validazione dei propri risultati clinici.

Dentosofia: la Filosofia Osteopatica in Ortodonzia

di F. Pachì, R. Turlà

La neurofisiologia guida la crescita del complesso maxillo-facciale soprattutto fino ai 12 anni. Durante questo periodo il complesso maxillo-facciale si conforma sotto le stimolazioni appropriate della masticazione, della deglutizione, della respirazione polmonare e della respirazione craniosacrale. Qualsiasi deviazione dalla fisiologia induce stimoli di crescita disarmonici. Il perdurare poi di inadeguate funzioni durante la crescita causerà a livello orale lo sviluppo di una malocclusione.
Per prevenire e intercettare la formazione di una malocclusione diventa importante utilizzare un approccio globale che consideri i differenti aspetti funzionali coinvolti e permetta di evitare l’utilizzo di rigidi sistemi biomeccanici come spesso succede in ortodonzia.
La Dentosofia è un nuovo approccio ortodontico che fonda la sua terapia sul controllo e rinforzo degli aspetti funzionali. Nella terapia si avvale di un dispositivo molto semplice chiamato Attivatore Plurifunzionale (APF) che viene utilizzato secondo le leggi di Planas e della riabilitazione oraleneuro-funzionale.
Gli Autori presentano il risultato clinico di un approccio neuro-funzionale e dell’utilizzo terapeutico dell’APF.
Per valutare gli effetti sulla capacità cognitiva di esercizi di rinforzo  funzionale eseguiti  tramite  l’APF è stato chiesto a 6 pazienti di sottoporsi ad elettroencefalografia (EEG) ed è stato condotto il seguente studio clinico. Sono state eseguite due registrazioni a T0, ovvero prima dell’inizio del trattamentoortodontico: la prima registrazione senza APF e la seconda subito dopo averlo inserito e attivato.
Quindi, dopo 6 mesi in accordo alle indicazioni dell’approccio secondo la Dentosofia, a T1 sono state eseguite nuovamente due registrazione con la stessa modalità. Sia a T0 che a T1 le registrazioni con inserito l’APF prevedevano l’esecuzione di un esercizio neuromuscolare di spinta della lingua sul palato.
Scopo delle registrazioni elettroencefalografiche è stato quello di valutare l’andamento della P300, indicatore dell’attività cerebrale durante unosforzo mentale di attenzione. La P300 è una curva negativa che nell'elettroencefalogramma inizia circa 300 millisecondi dopo uno stimolo cognitivo. La profondità e il ritardo della curva mostrano una migliore o peg-giore capacità del paziente di prestare attenzione.I risultati sono stati analizzati statisticamente con il T-student test.main

KEYWORDS: dentosofia, malocclusioni, ortodonzia

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