Si terrà sabato 23 maggio alle ore 11 una lezione online aperta a tutti organizzata dalla SIOP – Scuola Italiana di Osteopatia Pediatrica, con un tema specifico sulle deformità craniche e
della colonna con trattamento neurochirurgo e osteopatico. A spiegarci nel dettaglio su cosa verterà la lezione e più in generale qual è il legame tra neurochirurgia pediatrica e osteopatia è proprio il dott. Lorenzo Genitori, Neurochirurgo, direttore del Centro di eccellenza di Neurochirurgia e coordinatore scientifico internazionale AOU Meyer di Firenze, insieme a Tommaso Ferroni, Direttore SIOP e osteopata responsabile del  primo ambulatorio di Osteopatia in Regime di convenzione in Italia, sempre al Meyer.

In cosa consiste la lezione in programma il 23 maggio alle ore 11?

LG Si tratterà di una riflessione condivisa tra neurochirurgo pediatra e osteopata pediatra, basato sulle deformità del cranio e sulle deformità della colonna vertebrale. Nello specifico, verranno trattate le anomalie di sviluppo del cranio sia quelle di natura craniostenotica sia quella di natura posizionale. Verranno inoltre prese in considerazione le anomalie di struttura della volta cranica come, per esempio, la agenesia cutis congenita oppure la presenza di ossa wormiane, oppure la presenza di sinus pericranii. Per quanto riguarda la colonna vertebrale prenderemo in esame, sempre dal doppio punto di vista neurochirurgico e osteopatico, i disrafrismi spinali, nei loro aspetti sia midollari sia vertebrali. Verranno infine prese in considerazione le deformità scoliotiche, sia primitive che secondarie a patologie specifiche del rachide o del midollo spinale. Sarà una lezione aperta con la possibilità di porre delle domande e avere un confronto con i due professionisti.

Quanto sono importanti per gli osteopati le lezioni frontali e il confronto con medici e professionisti del sistema sanitario?

LG A mio modo di vedere, la lezione frontale è un elemento insostituibile nella didattica specialistica, in quanto permette in tempo reale un confronto diretto, la possibilità di fare domande, la possibilità di avere esempi pratici” dichiara il prof. Lorenzo Geniori “Soprattutto per il versante osteopatico è imprescindibile l'elemento manuale diretto, inteso anche come relazione tra docente e discente, che si instaura esclusivamente con la possibilità di un confronto in tempo reale. Queste considerazioni assumono una valenza ancora più importante nell'ambito dell’osteopatia Pediatrica, laddove l’elemento “bambino” a volte non esprime alcun segno o sintomo, ma è soltanto l’approccio diretto, l’ascolto sia del paziente che l'interazione con i caregiver, senza dimenticare la percussione e la palpazione, a dare quegli elementi che permettono di sostenere la salute dei giovani pazienti.

TF Concordo pienamente col dott. Genitori sull'importanza delle lezioni frontali in ambito osteopatico, con la presenza del docente. La trasmissione dell’informazione osteopatica è correlata in modo imprescindibile alla parte pratica e al sentire che può esprimersi solo vivendo la didattica frontalmente. Come SIOP teniamo molto alle lezioni frontali ma abbiamo anche sviluppato la possibilità di avere delle lezioni online, come accaduto durante il Covid19 e il periodo della quarantena. Abbiamo così potuto dedicarci ad approfondimenti in materie
mediche arricchendo il bagaglio di conoscenze dei nostri allievi.

Qual è il rapporto con l'osteopatia nel mondo ospedaliero?

LG Rispondo sfortunatamente con un tono un po' polemico, avendo sotto gli occhi quanto l’osteopatia può dare nel sostenere la salute dei pazienti, come avvenuto negli ultimi anni nell'AOU Meyer di Firenze. A livello nazionale, negli ultimi dieci anni, si è assistito ad una progressiva interazione degli osteopatici specializzati in pediatria con i bambini ricoverati presso le strutture ospedaliere pediatriche; nello stesso tempo però si assiste ad un progressivo “irrigidimento”. Ciò è in diretta relazione con la mancanza da parte dei ministeri responsabili di tutta una serie di aperture che dovrebbero permettere non solo l'equipollenza con le attività sanitarie, ma l'integrazione degli osteopati nel sistema sanitario nazionale. Questa situazione di anomalia continua non facilità la creazione di progetti a lungo termini, che invece permetterebbero il pieno svolgersi della professione, come per esempio la facilitazione di accesso alle pubblicazione scientifiche, a mio avviso fondamentali per il pieno riconoscimento della specialità osteopatica.

TF La presenza dell'osteopatia in ospedale, alla luce dei tanti anni di esperienza, potrebbe integrarsi in qualsiasi ambito, come nei reparti o nei vari settori specialistici, gli ambulatori, ma anche nel trattamento di tutti quegli operatori, chirurghi o infermieri, costretti a lunghi turni di lavoro e per tempi prolungati a mantenere posizioni scomode. Questa presenza in realtà così importante pone ovviamente luce sulla possibilità di poter fare ricerche scientifiche. Per noi amanti della clinica e della parte pratica del trattamento, a volte, può risultare invece ostica perché richiedere una predisposizione difficile da acquisire. Ovviamente si tratta di un percorso da seguire, che potrebbe portare in futuro alla creazione all'interno dell'ospedale, di un vero Dipartimento di Osteopatia, dove avere le possibilità di avere confronti costanti e parallelamente poterci concentrarsi sui dati e sulla possibilità di migliorare la formazione.

È possibile partecipare alla lezione del 23 maggio accedendo alla piattaforma Zoom a questo link.

Per maggiori info scrivere a: info.siop.fi@gmail.com