“La variazione del flusso giugulare post trattamento osteopatico sui seni venosi duramerici del cranio misurato con ecocolordoppler”. Questo il titolo del Trial clinico controllato randomizzato in doppio cieco a cura di Lucrezia Vattani e Sara Aliberti decretato dalla scuola Educam di Roma come “Miglior Tesi 2019”.

Novanta i pazienti reclutati e divisi in tre gruppi di studio da 30 persone ciascuno, e sottoposti a trattamento osteopatico con tecniche di liberazione delle strutture di passaggio vascolare, trattamento sham in cui sono state utilizzate posizioni che simulavano il trattamento effettivo, nessun trattamento. 

L’operatore con l’ecografo ha preso per ogni paziente i parametri necessari alla valutazione giugulare in tre tempi: T0, T1 e T2 (T0 prima del trattamento; T1 subito dopo il trattamento; T2 dopo 2 minuti da T1).

Il tutto si è svolto in una stanza mantenuta a temperatura costante di 26°, con un lettino per ogni tipologia di paziente.  

Positivo il riscontro sui pazienti sottoposti a Trattamento Manipolativo Osteopatico che ha favorito il drenaggio venoso cranico, tanto che, si legge nelle conclusioni dello studio “è possibile utilizzare i risultati di un out-come clinico per pazienti con disturbi legati ad una congestione cranica venosa (cefalea), congestione mucosa e linfatica, infiammazione a carico delle vie respiratorie (faringite, otite, sinusite), edema post chirurgico o post traumatico, glaucoma”.

La terapia osteopatica in ambito craniale sostiene che leggere forze applicate al cranio possono essere trasmesse alla membrana duramerica. I seni venosi duramerici raccolgono il sangue refluo dal cranio immettendolo delle vene giugulari. Il flusso giugulare in fisiologia subisce una variazione in base alla posizione ortostatica o clinostatica. Può essere alterato in presenza di patologie, malformazioni o stenosi giugulari. Tuttavia, sono possibili variazioni di flusso anche a causa di squilibri pressori intracranici condizionati da tensione muscolare trasmessa alla dura madre tramite il pontemiodurale o precoce chiusura delle suture. L’attivazione meccanica esterna dei recettori interstiziali influenza il sistema nervoso autonomo, inducendolo a variare la pressione locale di arteriole e capillari, influenzando cosi il passaggio di plasma dai vasi alla matrice extra cellulare rendendola più viscosa localmente. 

Un ringraziamento speciale da parte delle autrici del lavoro Lucrezia Vattani e Sara Aliberti, va ai Relatori Davide Dariva, osteopata e Andrea Marcantonio, medico specialista in radiologia diagnostica (operatore per l'eco-color-doppler).

Miglior Tesi Educam 2019
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