Si è confermata vincente l’idea introdotta dal nuovo consiglio direttivo del ROI, di tenere ogni anno un congresso ufficiale del Registro Osteopati d’Italia – non a caso siamo al 3° congresso in 3 anni – vista la sempre maggiore partecipazione di colleghi osteopati, oltre che delle scuole e dei ricercatori che in questa occasione hanno presentato i loro lavori: ben 38, di cui 4 scelti per le presentazioni orali e 34 poster, tra cui il vincitore su I concetti di interocezione e sensitizzazione nell’ambito osteopatico, presentato da Giandomenico D’Alessandro.

Bilancio assolutamente positivo per questa 3^ edizione egregiamente strutturata con il coordinamento organizzativo di Mauro Longobardi e Marco Petracca, con il prezioso contributo della segreteria sempre molto efficiente, che ha visto la partecipazione di oltre 200 iscritti.

Ad aprire i lavori giovedì 25 maggio, Paola Sciomachen, presidente del ROI, che alla luce dei nuovi avvenimenti politici riguardo gli emendamenti all’art. 4 del ddl Lorenzin sul riconoscimento della professione, ha dovuto fare il punto della situazione, che sta molto a cuore a tutta la categoria, e che ha approfondito in seconda giornata con l’intervento della senatrice De Biasi.

È stato il prof. Vanacore, sempre illuminato e grande estimatore dell’osteopatia, ad aprire la prima sessione moderata da Marco Petracca e Marco Tramontano. Esperto di epidemiologia clinica, con particolare attenzione alla validazione degli strumenti e della loro attendibilità nella pratica clinica corretta, Nicola Vanacore dell’Istituto Superiore di Sanità ha illustrato ai presenti l’importanza della ricerca in ambito osteopatico.

Sono seguiti i 4 lavori selezionati in gara, che è stata vinta da Marco Verzella dell’AIOT con uno studio retrospettivo sul granitico lavoro sui prematuri condotto da anni, e che ha dato tanto lustro all’osteopatia italiana nel mondo. Oltre al lavoro di Verzella, la prima sessione congressuale ha visto avvicendarsi Claudio Civitillo con il suo studio su “Efficacia a breve termine del Trattamento Manipolativo Osteopatico sulla forza muscolare degli arti superiori ed inferiori: studio clinico controllato, randomizzato cross-over”; Andrea Ghedina con lo studio randomizzato controllato su “Effetti emodinamici di una tecnica osteopatica specifica, condotta attraverso l’onda di polso arteriosa, applicata alle principali arterie degli arti inferiori” e Fiorenza Di Matteo che ha illustrato ai presenti i risultati preliminari di uno studio analitico longitudinale controllato presso i punti nascita della ASL2 Ligure, dal titolo “Osteopatia per la Gravidanza”.

Ampio spazio alle pubblicazioni dei ricercatori italiani è stato dato nell’ambito della seconda sessione, aperta dalla nostra punta di diamante – ormai affermata a livello internazionale – Francesco Ceritelli, che insieme al gruppo di ricerca del COME ha presentato un lavoro sul ruolo del tocco nell’approccio osteopatico perinatale.

La sessione ha visto susseguirsi anche Donatella Bagagiolo su “Osteopatia in ambito neonatologico e pediatrico”, Christian Lunghi con una relazione sui modelli biomeccanici, estratto dal lavoro pubblicato per Edra, ed infine Andrea Pannunzio con uno studio pilota cross over sul trattamento osteopatico della rachialgia nei pazienti anziani.

Ha aperto la seconda giornata congressuale la senatrice Emilia De Biasi, con un intervento sull’attualità politica (qui l’articolo sull’intervento della senatrice). Sono seguiti diversi interventi inerenti il tema centrale del congresso su Interprofessionalità e osteopatia, fra cui quello del presidente dell’OIA Osteopathic International Alliance, Hunt – di cui il ROI è socio – il quale ha annunciato il riconoscimento da parte del WHO (World Health Organization) dell’osteopatia come professione sanitaria autonoma, annunciando l’istituzione di un ramo formale dell’osteopatia al suo interno.

Marco Petracca, co-organizzatore del Congresso inseme a Mauro Longobardi, ha fatto il punto della situazione sulle linee guida sulla lombalgia nell’ambito della 4^ sessione, tornando dunque su un argomento molto importante e che sta molto a cuore al mondo sanitario. È proprio a partire dalle pagine di Tuttosteopatia.it – sezione Osteopatia in ospedale – che Marco Tramontano ha intrapreso un curioso esperimento di cui sono stati presentati i risultati durante il Congresso ROI. Consultando l’elenco di tutte le realtà ospedaliere italiane in cui si pratica l’osteopatia ha potuto verificare personalmente, telefonando ai vari reparti, quanto effettivamente l’osteopatia sia presente nei nosocomi italiani.

Di grande valore per la salute e per noi osteopati è stato l’intervento su Ne-O Project (Neonatology and Osteopaty), di Andrea Manzotti, un progetto osteopatico ambizioso oggi presente in 22 reparti di neonatologia, nato nel 2014 con lo scopo di studiare il ruolo dell’osteopatia in campo neonatologico, per migliorare la salute e la crescita del bambino, in particolare il pretermine.

Interessante l’intervento della dottoressa Barbara Di Giacinto dell’Istituto di medicina dello sport e della collega Carolina Martinelli che hanno illustrato il grosso ruolo dell’osteopatia nella federazione canottaggio.

Il focus sulle Core Competence dell’osteopatia, su cui il ROI sta lavorando, è stato l’argomento della 5^ ed ultima sessione del Congresso, in occasione della quale la presidente Sciomachen ha illustrato quali siano le competenze di base della nostra professione messe a punto con la collaborazione di professionisti che già hanno redatto quelle dei fisioterapisti e di altre professioni sanitarie, insieme a un nutrito gruppo di colleghi osteopati di varie estrazioni.

Francesco Cerritelli ha presentato i risultati del 1° censimento italiano sull’Osteopatia OPERA che approfondiremo in un articolo apposito e che invitiamo a compilare qualora non fosse stato ancora fatto, entro il 31 maggio a questo link.

Il congresso si è concluso con le premiazioni, fra cui quella assegnata al bellissimo video dal titolo “È solo osteopatia” realizzato da Stefano Silvi nell’ambito dell’iniziativa “L’Osteopatia in un videoclip” (vedi qui il videoclip vincitore).

È stato bello infine notare tra i numerosi partecipanti anche la gradita presenza di diversi colleghi non appartenenti più al ROI, ma di cui auspico personalmente un rientro nell’associazione (Mandara e Scolaro).