"L'osteopata è un alleato in corsia". Queste le parole del dott. Marco Pozzi, direttore del reparto di Cardiochirurgia Pediatrica e Congenita degli Ospedali Riuniti di Ancona, ai microfoni di Medicina33, il celebre programma di Rai 2 che in un servizio andato in onda il 5 aprile scorso, ha raccolto una testimonianza importante a favore dell'osteopatia e del suo ruolo cruciale nel "riportare questi bimbi reduci da interventi al cuore - dichiara il dott. Pozzi - ad uno stato di salute molto vicino alla fisiologia, molto meno dipendenti dai farmaci analgesici, e quindi ci permette di far star meglio questi bimbi, di farli progredire nel decorso post operatorio più velocemente, di avere dei bambini più cooperanti sia con noi che cn i genitori".

È dal 2019 infatti che all'ospedale marchigiano di Torrette c'è un ambulatorio speciale, nato da un'idea dell'associazione Un Battito di Ali onlus e primo in Italia a prevedere la figura dell'osteopata per i bambini cardiopatici nella fase post operatoria.

Ad oggi sono 128 i bambini trattati all'ospedale di Torrette e oltre 550 le sedute osteopatiche eseguite gratuitamente su neonati e bambini con grande soddisfazione da parte dei medici e naturalmente dei genitori che, come dichiarano anche nel servizio andato in onda su Rai 2, sono molto contenti dei miglioramenti generali riscontrati sui loro piccoli, nella sfera dell'alimentazione, del sonno, del movimento, delle funzioni intestinali, del rilassamento, ma anche per le cicatrici post intervento su cui l'osteopatia può agire molto efficacemente migliorando anche la postura dei bambini. Con manovre dolci l'osteopata cerca di allentare tensioni provocate a livello muscolare, viscerale e cranio sacrale determinando un'obiettiva riduzione del dolore e, in generale, un miglioramento dello stato psico-fisico di questi piccoli pazienti.

Inevitabile la domanda della giornalista al direttore del reparto di Cardiochirurgia Pediatrica e Congenita riguardo il perché, alla luce di tali benefici, sia così difficile trovare un osteopata in corsia. Domanda alla quale il dott. Pozzi ha risposto chiaramente imputando la responsabilità all'assenza dei decreti attuativi alla legge n. 3 del 2018 che ha di fatto riconosciuto l'osteopatia come professione sanitaria, ma alla quale ancora oggi, a distanza di oltre 3 anni, non sono seguiti i decreti.

Il progetto avviato dalla onlus Un Battito di Ali è dunque molto importante perché nonostante questo gap legislativo, permette l'accesso alle prestazioni osteopatiche ai bambini operati al cuore non dopo la dimissione dall’ospedale, ma direttamente all’interno del reparto con un notevole risparmio di tempo, di energie per le famiglie e migliori possibilità di recupero nel post operatorio.

In questa sezione tutte le collaborazioni osteopatiche negli ospedali.