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Osteopatia, mente, energia e spritualità le relazioni possibili

Abstract

Quanto siamo sottoposti ad influenze esterne?
Siamo energia immersa nell’energia senza soluzione di continuità, e a vari livelli di condensazione questa energia dà forma a tutto ciò che riusciamo a percepire ed anche a ciò che i nostri sistemi percettivi non ci consentono di sperimentare.
Siamo oltremodo recettivi fino a sei anni e poi terribilmente condizionati per il resto della vita, continuamente stimolati da energie esterne e frenati da condizionamenti interni, forse riprogrammabili ma solo con uno sforzo consapevole estremo.
Il compito dell’osteopata, quindi, quale è? Inserire il paziente in un “campo” che lo renda consapevole di altre possibilità di esistenza omeostatica (fisica, emotivo-mentale, energetico-spirituale).
L’evoluzione didattica, energetica e spirituale dell’osteopata è un dovere deontologico: il miglioramento dello stato interiore personale è alla base del miglioramento professionale. Il nostro impegno, prima di tutto, deve essere diretto verso la conoscenza della “casa” (il corpo umano, le sue connessioni ed i suoi funzionamenti). Non si può parlare di energia, di concentrazione, di corpo eterico, di fisica quantistica, di informazione mentale che guarisce, se prima non si conosce la “casa” su cui si lavora.
Il trattamento osteopatico è un trattamento a volte risolutivo già dalla prima seduta e l’informazione procede a livello subatomico, cellulare, neuronale e quindi cerebellare con modifiche sostanziali alla percezione del proprio essere e alle connessioni sinaptiche. Le informazioni modificano profondamente lo stato del sistema trattato, rieducandolo in maniera sostanziale, insegnandogli la strada del benessere.
Il sistema, per rieducazione neuronale, cerca di mantenere questo stato.

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