Si è concluso con successo un mese fa CronOs, Cronicità e Osteopatia, il progetto promosso dal ROI, Registro degli Osteopati d'Italia con l'obiettivo di informare i cittadini sul supporto che l'osteopatia può offrire ai pazienti che presentano una o più patologie croniche. Sono stati coinvolti 527 osteopati685 studi hanno aperto le loro porte ai pazienti e 693 le visite gratuite per i cittadini di età compresa principalmente tra i 50 e i 59 anni fra cui pazienti che erano già ricorsi all'osteopata in passato oppure - per il 60% dei casi - approdati all'osteopatia proprio grazie a CronOs.

Sono questi gli eccellenti risultati ottenuti dal progetto lanciato in tutta Italia dal ROI nella settimana dal 7 al 13 giugno per far fronte, con l'osteopatia, ad una condizione sempre più diffusa nella popolazione perché strettamente connessa all'allungamento della vita media, che è quella delle malattie croniche, considerate tali in riferimento al loro tempo di insorgenza, generalmente superiore ai 3 mesi. Nelle statistiche emerse nell'ambito del progetto Cronicità e Osteopatia, per l'80% del campione l’insorgenza del sintomo si è manifestato da almeno 3-6 mesi.

Riguardo la localizzazione anatomica del dolore  nel 97% dei casi i pazienti hanno riferito di dolori alla schiena e al bacino. Tra questi il 40,9% si sono rivolti all'osteopata per lombalgia e il 35,7 % per cervicalgia. Tra coloro che affermavano di avere dolore all'arto superiore, il 50,9% lo localizzava nella spalla, per l'area del cranio il 77,6% riferiva cefalea mentre una percentuale più bassa, il 23% dei pazienti, ha riferito dolore al ginocchio.

Tecniche osteopatiche per dolore cronico

Tra le tecniche osteopatiche selezionate per i trattamenti, le più rappresentate dal punto di vista statistico sono state quelle di rilascio miofasciale (25%), seguite da tecniche di soft-tissue e viscerali. Tra le raccomandazioni date dagli osteopati per la gestione autonoma del disturbo spicca la somministrazione di esercizi nel 50% dei casi.

Questo il tipo di tecniche/approccio selezionato dall'osteopata per la prima visita:

Queste le raccomandazioni date al paziente per la gestione autonoma del disturbo:

A tutti i pazienti è quindi stato richiesto di compilare un questionario anonimo sulla risposta al trattamento, sottolineando che non è possibile stabile un rapporto di causa effetto tra trattamento e sintomatologia, si è comunque osservato che nelle 24/48 ore successive alla prima visita il 68% dei pazienti ha già registrato una riduzione nell'intensità del sintomo.