L'Osteopatia aiuta a ridurre il dolore in pazienti affetti da Sindrome Dolorosa Femoro Rotulea (SDFR), una delle più comuni cause di dolore del ginocchio con origine multifattoriale.

Questo è quanto stabilito dallo trial randomizzato, controllato con placebo manuale in singolo cieco condotto da Marco Tramontano, DO; Simone Pagnotta, DO; Christian Lunghi, DO; Camilla Manzo, DO; Francesca Manzo, DO; Stefano Consolo, MSc e Vincenzo Manzo, MD, DO, di recente pubblicato sul Journal of American Osteopathic Association (qui la relazione dello studio su JAOA).

A misurare l'esito dei trattamenti manipolativi osteopatici, la scala visuo-analogica (VAS), uno strumento di misurazione delle caratteristiche soggettive del dolore provato dal paziente che ha dimostrato essere valida, affidabile e sensibile in pazienti con SDFR. Questa scala di valutazione è stata utilizzata per la valutazione della sintomatologia dolorosa prima del primo (T0), secondo (T1), terzo (T2), quarto (T3) trattamento, e al follow-up dopo 2 mesi (T4).

Su 40 soggetti selezionati, l'analisi è stata condotta su 35 (5 drop-out) di cui 20 OMT e 15 Placebo, con risultati estremamente positivi riguardo la riduzione clinicamente rilevante dei punteggi della VAS dopo ogni trattamento per il gruppo sperimentale, ed un'ulteriore riduzione della sintomatologia dolorosa al follow-up, rispetto al secondo gruppo sottoposto a placebo. Da sottolineare, inoltre, una riduzione dell’83% delle disfunzioni a carico della zona lombare e per il 40% per la zona sacrale tra il primo ed il secondo trattamento osteopatico.

Tra il secondo e terzo trattamento c’è stata una riduzione del 56% delle disfunzioni del tratto cervicale e del 36% a livello sacrale, ed al quarto trattamento le disfunzioni totali dei pazienti sono diminuite del 40% rispetto a quelle individuate inizialmente.

Cos'è la Sindrome Dolorosa Femoro Rotulea (SDFR)

La Sindrome Dolorosa Femoro Rotulea (SDFR) è una delle più comuni cause di dolore del ginocchio, la sua origine è multifattoriale, con un'incidenza maggiore nel sesso femminile e in soggetti attivi tra i 15 e di 35 anni. I sintomi di solito sono a carico dei tessuti perirotulei e/o retrorotulei, con crepitii, rigidità, gonfiore e deficit funzionali. L'approccio tradizionale è perlopiù di tipo conservativo, attraverso esercizi di rinforzo muscolare, di propriocezione, e di allungamento muscolare.

Obiettivi e metodi dello studio osteopatico

L’obiettivo di questo studio sperimentale è stato quello di verificare se il Trattamento Manipolativo Osteopatico (OMT) potesse rappresentare un possibile terapia per la gestione del dolore in soggetti con SDFR, ed in effetti, malgrado i suoi limiti, come ad esempio l’uso di una sola misura di outcome, i risultati sono stati sorprendenti tanto che, si legge nella relazione a cura degli autori, “possono avere importanti riscontri nella pratica clinica […] Uno studio concreto, facilmente riproducibile, da usare in didattica così come nel proprio studio. Con un’attenzione al ragionamento clinico, alla valutazione e al trattamento osteopatico delle disfunzioni.”

Lo studio è un trial randomizzato, controllato con placebo manuale in singolo cieco. Sono stati selezionati 40 pazienti di età compresa tra i 18 ed i 60 anni, con diagnosi di SDFR.

I criteri di inclusione prevedevano che il paziente avvertisse dolore nel salire o scendere le scale, nel mantenimento della posizione seduta per diverso tempo, dolore alla palpazione della regione perirotulea, e positività al test di compressione della rotula.
Sono stati esclusi, soggetti in cui il dolore si sia manifestato in seguito ad intervento chirurgico o trauma diretto, che presentano patologie autoimmuni, neurologiche e malformazioni congenite.

I pazienti sono stati divisi in 2 gruppi (OMT e Placebo) da 20, ad ogni gruppo sono state somministrate 4 terapie in un periodo di 8 settimane.

Il trattamento Placebo prevedeva dei tocchi passivi, senza mobilizzazioni articolari sugli arti superiori, torace e bacino.

A tutti i soggetti del gruppo sperimentale è stata effettuata una valutazione osteopatica al fine di individuare le disfunzioni somatiche e di definirne la priorità di trattamento in base alla severità.

Tutti i trattamenti sono stati effettuati da osteopati con una formazione allineata al core competence dell’osteopata pubblicato dal ROI. Le principali tecniche di trattamento utilizzate sono tecniche articolari e miofasciali, dei tessuti molli, manipolazioni viscerali e craniali.