1^ lezione: appunti di Vito Polignano

Una cellula si può trovare in inibizione o facilitazione. La facilitazione si trova maggiormente sulle vie efferenti. Se una vertebra si trova in ers dx, la soglia di attivazione nervosa dalla parte della disfunzione si abbassa, quindi i muscoli sono contratti.

Ergotrofico: stato in cui il sistema si trova in ortosimpaticotonia consumando energia e bruciando i tessuti; es. fibromialgia.

Trofotrofico: stato in cui, il sistema, si trova in simpaticotonia e produce energia immagazzinandola grazie alla proliferazione tissutale. Si comincia con l’ascolto del ritmo e dei movimenti di inspiro ed espiro tra 8 e 14 trovando lesioni di compressione o inversione. Il primo neurone a livello del cervello ed il secondo neurone a livello del midollo devono essere sincroni, entrambi in inspiro o espiro; se c’è un inversione di uno dei due, si crea uno stato per cui un neurone si trova sempre in orto, si genera così, un sistema sempre in allerta, il bambino è iper reattivo ed il corpo ha bisogno di più energia; tutto ciò porta ad un cambiamento epigenetico. Per l’epigenetica è l’ambiente che cambia i geni.
Uno stimolo può passare da dx a sx o viceversa attraverso la commessura grigia del midollo, o bianca del corpo calloso; quando la via è chiusa c’è un’inversione e si chiama inversione orizzontale.
Un’inversione verticale crea una sintomatologia cervicale, lombare, vertigini, etc.; c’è il sintomo. Un’inversione orizzontale crea una negazione dell’informazione e si cronicizza; dislessia, non vede le lettere quando legge. Lo stimolo esterno passa alla, sostanza reticolare, talamo, insula di sx, insula di dx= coscienza del se. I test si fanno sull’insula dx.

Test

  • Test dei cingoli superiori: il terapeuta pone le mani sulle clavicole ed il pollice sulla parte interna della scapola, valutando il movimento della spalla sx, normalmente deve avere  un movimento di rotazione anteriore in basso e verso l’ala iliaca opposta.
  • Test dei cingoli inferiori: il terapeuta pone i pollici su un terzo inferiore delle tibie; dopo lo stimolo tattile la dx dovrebbe scendere, questo avviene per una differenza anatomica a livello cardiaco e renale, infatti, il rene dx è più basso del sx.
  • Test degli emifrontali: il terapeuta pone le mani sulla metopica con gli indici a contatto; in condizione di normalità, l’emifrontale dx dovrebbe avanzare e muoversi verso l’esterno come se si gonfiasse; questo avviene perché l’insula dx lavora di più. Tibia e cingolo superiore positivi, indicano un’inversione verticale.
    Un frontale positivo, indica un’inversione orizzontale.


La base di questi test è embriologica. Il movimento nasce una settimana o venti giorni dopo il concepimento. Il movimento cranio sacrale nasce al quinto mese di vita intra uterina.
Bisogna ripercorrere il movimento cranio sacrale del bambino resettandolo e facendolo ripartire.

Riposizionamento embriologico del snc

Eliminazione dell’inversione verticale
1) Setto centrale, si normalizzano: gangli latero vertebrali, il midollo, il cuore, il diaframma, i pilastri ed il plesso sacrale.

  • per una questione didattica, i destrimani dovrebbero testare con la mano sx ed i mancini con quella dx. Il terapeuta posa la mano sullo sterno valutando un movimento discendente e se occorre inducendolo: il trattamento va fatto 1 sulla parte superiore, vettore di forza largo, 2 sulla parte inferiore sentendo la discesa, 3 sulla xifoide, vettore di forza che passa sulla parte diaframmatica, sui pilastri, sui corpi vertebrali e riprende in giro dal sacro.
    Questi vettori di forza vengono generati grazie alla differenza di potenziale tra i nervi e l’esterno.

2) Sacro, si normalizzano: il plesso sacrale e gli organi del piccolo bacino.

  • Il terapeuta pone tenar e ipotenar su AIL, medio su spinosa di L5, indice e anulare su basi sacrali; il movimento continua su sinfisi pubica, uraco, lgt falciforme, fegato.

3) Sterno sacro: il terapeuta pone una mano sulla xifoide mantenendo l’altra mano a livello del sacro eseguendo un bilanciamento, sincronizzando così la discesa del diaframma e del cuore col plesso sacrale ed organi del piccolo bacino.

4) Occipite, si analizza la messa in posizione e sviluppo della vescicola neurale.

  • il terapeuta effettua una presa occipitale, rilanciando il movimento fino allo sterno.

5) Sincronizzazione tra occipite e sterno: il terapeuta pone una mano sull’occipite ed una sullo sterno bilanciandoli.

6) Prima flessura neuronale o flessura di encefalica perché posiziona encefalo e terzo ventricolo. Il terapeuta effettua un approccio alla volta, lavorando con indice e medio e creando un’asse immaginario per portarlo verso bregma, riposizionado il terzo ventricolo con un movimento circolatorio verso dietro o avanti, inoltre, sentirà una piccola oscillazione in rotazione anteriore seguita da una più grande e posteriore o viceversa.

7) Seconda flessura o pontina, invaginazione interna della parte posteriore e quarto ventricolo. Il terapeuta effettua una presa con i mignoli a contatto, valutando e inducendo, se occorre, una oscillazione che parte dall’occipite, arriva sui pollici e si espande in fuori.

8) Terza flessura, accorcia il diametro antero posteriore del cervello grazie alla, circonvoluzione centrale che divide l’area motoria dall’area sensoriale. Il terapeuta effettua un’induzione in compressione antero posteriore con pollice sulle bozze frontali e mignolo fino a cedimento.

9) manovra globale, sviluppo trasversale del cervello.  Il terapeuta effettua un approccio alla volta valutando e inducendo, se occorre un movimento che parte dal pollice, arriva sui parietali, si espande, continua sotto il tentorio del cervelletto procedendo sulla SSB ed espandendosi.

Zona a: dalla linea centrale alla pelle;

Zona b: dalla linea centrale a mezzo metro;

Zona c: dalla linea centrale a tutta la stanza.

Le zone servono al terapeuta per essere in condizione neutra e concentrarsi su ciò che sta facendo.

Corpo fluidico: campo bioelettrico di 2 cm fuori dal corpo dato dalla conduzione nervosa.Dal tubo neurale nasce la vescicola neurale che poi forma le tre fessure, quella superiore è quella di Rolando.

La via sensitiva può avere terminazioni libere o corpuscolare:

  • quella libera è a bassa velocità e non adattativa (es. nocicettiva dolore)
  • quella corpuscolata è ad alta velocità e adattativa (es. Tatto), terminano in una cellula a T e arrivano alla lamina 1; a livello della lamina 7 l’informazione si organizza e dà una risposta da parte dei motoneuroni. Ogni singolo stimolo avrà una ripercussione cutanea, ossea, viscerale, motrice liscia o striata. Questo è il processo di facilitazione.

La sostanza reticolare si sviluppa in lamina 7 a livello del secondo terzo mielomero fino al talamo, crea una connessione talamica ed una connessione tra insula di sx e insula di dx. Tecnica di decompressione decompressiva: il terapeuta effettua la compressione di un tessuto in grammi, fino a quando il tessuto si svuota dai liquidi senza bloccare il flusso sanguigno e quando sente che il flusso sanguigno inizia ad opporsi alla compressione, rilascia lentamente accompagnando il movimento.

Eliminazione dell’inversione orizzontale
Se l’emifrontale dx ha meno espansione del sx siamo in presenza di un’inversione orizzontale.
Inversione orizzontale: Il terapeuta pone la mano dx con Pollice sull’emifrontale dx ed il mignolo sull’occipite, effettuando una compressione antero posteriore, fino a quando il tessuto si svuota dai liquidi senza bloccare il flusso sanguigno e quando sente che il flusso sanguigno inizia ad opporsi alla compressione, rilascia lentamente accompagnando il movimento fino alla fine.

Vettori di forza

Ascoltare anche le spalle e le scapole valutando se c’è un vettore di forza verso il centro, in questo caso seguirlo in esagerazione ed aspettare che si srotoli.

2^ lezione: appunti di Vito Polignano

Ovocita e spermatozoo: la cellula viene fecondata, avviene scambio del DNA e nasce un individuo nuovo, la cellula inizia la mitosi (produzione di due cellule figlie identiche alla cellula madre), il raddoppiamento continua fino a formare un insieme di cellule chiamato blastula.

Nello spazio extracellulare si eseguono scambi, le cellule avranno un catabolismo diverso, qui inizia la asimmetria, inoltre, lo scarto di una cellula serve all’altra e viceversa, quindi, sono in simbiosi. Le cellule avranno un nucleo di assorbimento ed uno di produzione, ciò crea un sistema che ha un sito per l’assorbimento ed uno per l’escrezione, questi movimenti sono la base dei movimenti embriologici. Il movimento embriologico diventa una funzione embriologica specifica dei tessuti. Ci sarà un polo di produzione ed uno di assorbimento; è così che si formano le vescicole neurali.

La terminazione libera della via afferente è lenta, non accomodante perchè non mielinizzata e veicola la sensibilità nocicettiva e protopatica avente una forte carica di valore metabolico ed emotiva, legata alla coscienza del sè (es. “mi sento bene”). Quando l’impulso arriva a metà terminazione, si ha una depolarizzazione, parte l’ondata calcica che manda l’informazione verso la cellula T del ganglio della radice posteriore; lo stesso impulso, determina a livello della terminazione libera, il prodotto di una serie di polipeptidi tra cui l’istamina, mediatore chimico che crea una flogosi ed una stimolazione ulteriore sulla via (informazione autorigenerante es. cicatrici). Tutto ciò richiama i macrofagi che arrivano nel luogo e selezionano l’agente nocicettivo e lo fagocitano esponendolo sulla loro membrana e attivando la catena dei linfociti helper che fanno partire la risposta infiammatoria specifica.
La risposta può essere di due tipi:
– helper1 ergotrofica: crea la flogosi, elimina il tessuto, apoptosi, necrosi= distruzione del tessuto es. artrite. Via classica dell’infiammazione acuta.
– helper2 trofotrofica: flogosi, produzione di capillarizzazione, stimola i fibroblasti e crea tessuto,=fibrotizzazione es. psoriasi. Via classica dell’infiammazione cronica.
Bisogna quindi mantenere il neurovegetativo in equilibrio, meno c’è facilitazione e meno scelta avrà. Il tutto migliora col movimento embriologico (biologia del tessuto ed allostasi del sistema).

Trasformazione: richiamo di liquido extracellulare in una zona di tessuto, se fatto sull’emisfero dx, richiama l’LCR su quel lato.
I tessuti sono collagene con delle cellule all’interno; i rapporti tra il collagene e la cellula sono ponti proteici; quando il terapeuta espande il liquido extracellulare in una direzione, mette in tensione i ponti proteici tra cellula e trama di collagene polarizzando la cellula che tenderà maggiormente alla mitosi.
Le vie indirette spino reticolo talamiche extra lemniscali protopatiche, dell’infiammazione cronica, emotive finiscono nell’insula dx; corticalizzando questa via, si attivano le vie tetto reticolo spinali che sono serotonino energiche (coscienza del se), inibenti sull’infiammazione cronica e la via nocicettiva protopatica ecco perchè lo yoga etc. sono fortemente auto terapeutiche, utilizzano queste vie. La via tetto reticolare nasce dalla lamina quadrigemina (aree periacqueduttale) dietro l’acquedotto di Silvio, mentre la zona reticolare è anteriore; in virtù di questo il quarto ventricolo attiva queste aree.
Spostando l’attenzione in un punto preciso, il terapeuta può sollecitare il movimento embriologico, per far ciò il punto si deve trovare tra una zona A ed una zona B nel corpo fluidico (2cm intorno al paziente, concentrandosi sulla parte superiore della mano).

Il tubo digerente si sposta in basso sulla linea centrale (esofago) e subito sotto il diaframma sviluppa 3 movimenti una rotazione sul piano verticale, orizzontale e uno scivolamento esterno su un piano verticale con fulcro circa sul piloro sotto il fegato (stomaco), due rotazioni sul piano frontale, lo stomaco spinge il piloro a dx e forma il primo angolo, l’altra parte di duodeno segue e forma la c duodenale accollandosi al pancreas, rotazione antioraria sul piano frontale (duodeno), due punti verticali si riallineano in orizzontale.

La reciprocità tra struttura e funzione: la struttura analizza il soma; il soma nasce dai movimenti che creano una morfologia (morfo genetica), nasce dalle due cellule che cambiano il corredo genetico, staminali, creano il posizionamento dei vari tessuti attraverso la biologia e aree di secrezione e assorbimento, espansioni e retrazioni (movimenti embriologici o campi biologici); creano direzioni di crescita proteica che si creano attraverso fulcri angolari (topo cinetica); crea la strutturazione dei tessuti (tetto genetica); crea funzioni differenti che formano un sistema, nasce dalla gastrulazione. Il blastomero crea una invaginazione al suo interno, e dentro di essa si crea una c di tessuto, a seconda di dove si trovano cellule si chiamano ectoderma, mesoderma e endoderma.

Funzione: I movimenti sono delle reazioni e quindi movimenti inducibili. La respirazione ha tre livelli vegetativa 8 14 cicli al minuto, movimento di intra rotazione e extra rotazione, si stimola con compressione, reattivo ed irritativo;
movimento di respirazione cellulare, si espande e si ritrae li ritmo è 2,5 cicli al minuto e si irrita col neurovegetativo, la caratteristica è l’assenza di rotazione;
rapporto simbiotico ambientale rapporto tra gli individui, dipende da come lo vede l’osteopata, 50” inspirazione e 50″ espirazione; sotto c’è l’immobilità o respiro della vita rigeneratrice. Quest’ultimo si sostiene che sia il movimento iniziale delle due cellule.
Nella cinetica è importante che l’operatore non induca (biodinamica); nella morfogenetica il terapeuta deve avere gli attrezzi del mestiere.Rene: embriologicamente si trova a livello ovarico, si forma la c, risale il polo superiore, il polo inferiore si distacca dall’ovaio e poi risale.

Una mano sulla membrana otturatoria, toccare la fossa iliaca, sentire la risposta. Mani sul lato della linea Alba, si forma la C renale, il nucleo sup trascina in alto, e quello inferiore in basso, nella risalita del nucleo inferiore si riforma la C ed alla fine c’è una rotazione interna a 45 gradi sul piano orizzontale.

Circuito cuore rene=se trovo un cingolo solo. Mano sx 45 gradi, mano dx esegue una piccola spinta da dx a sx e la sx sente una rotazione anteriore. Poggiare la mano dx sui due reni, quello che si attiva di più è quello da trattare. Si tratta prima il rene poi il cuore.

Rene dx=stanchezza.

Correzione: trasformazione per orizzontale e ascolto del corpo fluidico.
trasformazione: porto l’attenzione creando un’asse sui palmi.

3^ lezione: appunti di Vito Polignano

L’inversione orizzontale si sente perchè la parte dx va in estensione e quella sx in flessione, quella verticale evidenzia una asincronia tra midollo e cranio (sacro ed occipite). Se un lato non lavora bene, alcuni comandi controlaterali, per via della decussazione, saranno falsati; in questo caso, i movimenti istintivi omo laterali, saranno mantenuti.
Cuore: scende e ruota anteriormente, si attiva spingendo lateralmente sulle coste, a livello del lobo medio polmonare (il lobo medio, strettamente a contatto col cuore va in apoptosi per lasciare spazio al cuore); dopo il test, si posiziona la mano sui due reni valutando quale dei due fa aumentare il movimento cardiaco. Il rene dx corrisponde ad affaticamento, il sx ad abbandono (in quel momento).
La manovra tra occipite e sterno sblocca il plesso cervicale e quello brachiale.

Nella tecnica per la prima flessura (svuotamento della vescicola neurale), quando il movimento delle grandi ali diventa sincrono, c’è un’espansione; una volta portato verso bregma, si forma il terzo ventricolo con una rotazione anteriore o posteriore quasi completa; in seguito – fase finale – si sente una piccola rotazione anteriore, posizionamento del lobo frontale ed una posteriore più grande, strutturazione dello stesso lobo.
Seconda presa: si forma il 4 ventricolo, il movimento sale e va in avanti, incontra la forza del terzo ventricolo e da vita ad una espansione trasversale.
Terza presa: si forma la flessura pontina (scissura di Rolando) per via delle due forze.
Globale: si sente il movimento di formazione della prima flessura e tre espansioni, una per le forze tra prima e seconda, una del cervelletto ed una sulla SSB per l’espansione dei gangli della base.

A livello embriologico si formano creste urogenitali in zona diaframmatica, queste scendono fino alla sinfisi (cloaca) formando il retto e l’uretra che rimangono in basso grazie al lgt rotondo, mentre il rene si forma e risale grazie alla crescita fisiologica. Con il test della membrana otturatoria si valuta il punto massimo di discesa delle creste urogenitali.
La struttura specifica somatica dell’ovocita, genetica è scelta dal neurovegetativo della donna che, attraverso gli organi di senso, prende informazioni riguardo la sopravvivenza all’esterno del bambino; questa struttura si basa sulla struttura proteica quaternaria che permette la scelta dello spermatozoo sensato rispetto all’ambiente circostante; questo ambiente può cambiare dopo la nascita, anzi, sicuramente cambierà, ciò crea una “lesione universale”.

Inversione orizzontale (l’emisfero dx affonda): avviene perché non c’è reattività di attrazione dell’Lcr da parte dell’emisfero dx, e l’insula non funziona come dovrebbe (le vie spino reticolo talamiche fanno capo all’insula di dx) coscienza del sè a livello metabolico; i neuroni finiscono sul ganglio posteriore, vanno nel midollo dove può essere ascendente discendente o funicolare.

L’informazione deve arrivare al snc senza essere alterata (es. la sciatica è alterata e diminuisce la sua forza, la dolenzia è una continua informazione al snc), il  compito del terapeuta è quello di eliminare l’informazione, dunque, liberando il foro di entrata tra le vertebre (ernia, osteofiti etc.). È importante trattare la lesione intraossea per far si che l’osso si formi in maniera ottimale.
Alla nascita l’occipite ha 4 pezzi, tra condilo e parte sottotentoriale si forma il foro lacero posteriore (passaggio dei nervi 9 10 11), tra condilo e apofisi basilare si forma il canale dell’ipoglosso (passaggio del 12); la compressione di questi nervi potrà dare problemi di: suzione, deglutizione, riflesso dei punti cardinali (questo riflesso automatico permette al bambino di girare la testa e trovare la mammella, in seguito si chiamerà oculocefalogiro).
Il test dovrà essere eseguito sulle 4 parti e trattato con compressione decompressiva abbinata nel primo mese da una trazione per stirare le cartilagini di accrescimento, da un mese ai 6 anni con la trasformazione e da 6 anni in su con la trasmutazione (alla trasformazione si aggiunge il ritorno tissutale). La trazione stira l’osso in maniera da sviluppare una funzione catabolica e quando  ritorna alla grandezza originaria si riorganizza secondo canoni embriologici.

Test dell’occipite sovra e sottotentoriale: il terapeuta mette le mani sull’occipite ed analizza i 4 quadranti; testa la parte sottotentoriale valutando la rotazione sul piano trasverso (il lato più lontano dal lettino è cresciuto meno) se è verso sx si chiamerà torsione sx (90% dei casi per non comprimere gli organi della mamma durante la gestazione); il terapeuta valuta la distanza tra asterion e trasversa della prima vertebra cervicale analizzando la posizione condilare.

Lesione somatica occipitale – compressione decompressiva: si svuotano i tessuti e si aspetta la risposta vascolare. Trasformazione: il tessuto si riscalda e si espande. Utilizzeremo entrambe le tecniche, prima la compressione decompressione e poi la trasformazione.
Occipite sotto tentoriale: unire i mignoli e valutare se si sente più alto da un lato, se si sente vuol dire che da quel lato il tessuto è accorciato (ergotrofico è più duro perde calcio e parte elastica proteica dell’osso) e potrà dare problemi nei nuclei di ossificazione. Es. dx: si lavora con un’asse che va dalla parte sottotentoriale alla bozza frontale opposta, così facendo si favorisce la mitosi, si effettua la compressione decompressiva e la trasformazione.

Dita tra asterion e trasversa della prima vertebra cervicale si analizza la posizione condilare e si effettua la tecnica.

 

Esercizio manuale: Gli angoli laterali dell’occipite definiscono l’organizzazione dell’orecchio interno e dei parietali; vista la fisiologia dell’occipite, il terapeuta può seguire la facilitazione grazie al peso del capo, andare in compressione nella fisiologia e sentire che reagisce poi decomprimendo, oppure distrarsi e poi ascoltare notando il cambiamento.

Bisogna pensare al tessuto come una serie di cellule che ottenendo uno stimolo vibrano (marea media o comportamento biologico dei tessuti) grazie alle vie di comunicazione facilitata, quindi, se il tessuto vibra vuol dire che ha uno stimolo costante, lavora e va in acidosi. Per riportare il tessuto ad una condizione normale, il terapeuta deve effettuare una compressione, una facilitazione e un movimento inerente (movimento che aumenta la capacita del tessuto di andare verso la condizione di salute) distaccandosi mentalmente da ciò che si sta facendo (distrazione es. contare fino a 20); non si è ancora capito perchè ma questo distaccamento da ciò che si sta facendo serve davvero, il movimento inerente serve a far esprimere il movimento proprio del tessuto, movimento naturale che inspiegabilmente dura di più.

Se la vibrazione risale sulle braccia durante il movimento inerente, il terapeuta è sulla dura madre.
Il tessuto osseo si organizza in maniera reticolare, tra connettivo e membrana citoplasmatica ci sono dei ponti proteici, se il terapeuta traziona su un’asse, crea una tensione tra connettivo e membrana citoplasmatica spostando il liquido extracellulare, si ha una polarizzazione tramite i tubuli T e la cellula polarizzata è più disponibile alla mitosi.

Apice polmonare (si fa in concomitanza con l’arto superiore): il terapeuta poggia tenar e ipotenar su  apice polmonare e mignolo in linea col braccio, valutando l’espansione che normalmente si presente con una rotazione esterna, inclinazione esterna, discesa sul braccio e risalita (strutturazione del braccio), inclinazione interna e rotazione posteriore (il movimento scende sul braccio, arriva al polso e ritorna).

Polmoni: il terapeuta pone le mani sui polmoni (il viscere si sviluppa all’esterno, la fascia toracica verso l’interno); il polmone sx scende ruota esternamente e si svuota, polmone dx ruota esternamente e rientra.
 

Esofago: il terapeuta pone la mano sx in maniera perpendicolare allo sterno con pollice in linea, valutando una discesa (spinta laterale angolare) e una rotazione oraria con fulcro al centro dello sterno; pone la mano dx con tenar e ipotenar sul cardias, valutando una piccola rotazione antioraria con fulcro esterno su k7 circa.

 

In embriologia, lo stomaco fa una rotazione oraria, seguita da una piccola rotazione oraria ed una rotazione dx sul piano orizzontale; il tenue fa una rotazione in senso antiorario; Coda del pancreas: il terapeuta pone la mano dx sulla coda e la mano sx sulla milza (stesso punto di attivazione cardiaca), valutando un avvitamento o avvolte uno svitamento della coda;Digiuno ileo e colon: il terapeuta pone la mano a livello ombelicale, valutando una rotazione oraria tradotta in apertura delle dita molto lenta (digiuno e ileo) ed una rotazione oraria molto più veloce (colon).

Fegato: mano sotto livello costale e mano sopra, gonfia scende ruota in maniera antioraria sul piano frontale e si svuota sulla spalla dx.
Reni: nascono a livello del corpo alantoideo dalla arteria ombelicale, le creste urogenitali scendono e si posizionano, dopo si dividono in genitali che rimangono fisse ed urologiche, vengono trascinate verso l’alto (ci sono due punti fissi in embriologia, ovaio e cuore).
Le tecniche sono uguali, la membrana otturatoria di dx si gonfia quella di sx si sgonfia. Abbiamo aggiunto l’apertura del mignolo alla fine della seconda manovra per la crescita della surrenale.
Cuore: direzione lobo medio, ruota in avanti. Questo movimento può bloccarsi ad un livello cuore rene, ecco perchè il protocollo.

Quando il terapeuta tratta a livello embriologico, normalizza e lavora su un mielomero (insieme di neuromeri, fili nervosi che compongono il nervo), dunque, deve capire su che mielomero lavorare facendo il test globale su arto ed arto superiore, capito questo potrà lavorare sul viscere corrispondente.

Arto superiore: il terapeuta pone la mano caudale con dita tra le spinose D1D2, D2D3 e la mano caudale con indice e pollice su radio e ulna valutando l’energia che scende dall’ulna e sale dal radio.

Arto inferiore: il terapeuta pone la mano caudale con indice e anulare sulle basi sacrali e mano cefalica su condili femorali, valutando l’energia che scende dal condilo interno e risale da quello esterno.

Terza tecnica detta “globale”: il terapeuta contatta D1 e D12 spingendole verso l’alto, valutando le tensioni che dovrebbero essere simmetriche, se così non è, valuta quale vertebra inibisce deviando le forze e identificando l’organo da trattare secondo la classificazione di caporossi; la lesione vertebrale sarà una tripode.

Tripode: lesione  di corpo senza alcun principio, è una traslazione che comporta un’inclinazione dallo stesso lato diversamente dal nsr, per la normalizzazione bisogna lavorare sul viscere oppure dare un’inclinazione dal lato opposto e trastare la tripode con una dog.
 

Lesione somatica: alla morte i tessuti scompaiono, l’osso invece no.Rivaluto l’occipite, capito la parte anteriore pacchetto che va da9 al12 n cranico può essere compromesso, a il bambino avrà problemi di suzione. Faccio la tecnica.

Es. I problemi di suzione possono essere la fuoriuscita della lingua durante la masticazione.
Nel primo mese si può fare anche solo la trazione.

Trazione: mano omo laterale traziona l’occipite sottotentoriale anteriorizzato da condilo omo laterale, mano contro laterale con pollice sulla bozza parietale e indice su bozza frontale  spinge in basso avanti e dentro verso il condilo trattato, entrambe le mani effettuano un’estensione.
Per trattare il coledoco, effettuare il trattamento del fegato e del tenue simultaneamente.

Dispense e appunti forniti da Guglielmo Donniaquio

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