Presentato al Congresso ANPIG 2020 lo studio pilota di Medicina Integrata IEMO sulla valutazione della qualità di vita e trattamento di pazienti videoterminalisti; un lavoro di équipe svolto da osteopati, fisioterapisti, oftamologi e ortottisti, a cura di Leonardo Michelin e Mattia Albertelli (Osteopati D.O.), insiemi ai Dottori D. Paoli, M. Thomann, D. Borca, G. Dallan.

Avviato a Gorizia, negli ambulatori della dott.ssa Paoli nell'arco di 74 giorni di osservazione, dal 26 giugno al 7 settembre 2020, lo studio è stato condotto su un campione di 24 persone di età compresa tra 20 e 50 anni, lavoratori videoterminalisti per almeno 20 ore a settimana, divisi poi in due gruppi: quello di controllo e quello di studio. Il gruppo di studio, a differenza del primo, ha previsto 4 trattamenti osteopatici somministrati a distanza di una settimana per i primi 3 e dopo 15 giorni per l'ultimo trattamento, con follow up a un mese di distanza.

Sorprendenti i risultati rilevati dal confronto dei due gruppi sia per quanto concerne i test visivi e test posturali di valutazione dell'inclinazione laterale e anteriore, con un generale miglioramento della postura nel gruppo di studio rispetto a quello di controllo. A migliorare di molto nel gruppo di studio è anche la qualità del sonno valutata attraverso un questionario, ed infine la valutazione del dolore misurata con una scala VAS, che ha rilevato chiaramente la diminuzione del dolore riferita dal gruppo di studio sottoposto a trattamento osteopatico.

Stando ai dati INAIL del 2013, solo meno di 3 milioni su 16 milioni di videoterminalisti sarebbero sottoposti a sorveglianza sanitaria, segno di una mancanza di tutela per questa categoria lavorativa, caratterizzata da tutti coloro che svolgano attività a videoterminale per almeno venti ore settimanali.

A non essere oggetto di particolare tutela sanitaria in questo ambito lavorativo specifico è la salute oculo-visiva e muscolo scheletrica di questi lavoratori, che mantengono per molte ore al giorno una posizione seduta per tempi prolungati in posizione fissa, con l’utilizzo del mouse e tastiera che possono causare un sovraccarico funzionale a carico del rachide e degli arti superiori. La sindrome da sovraccarico biomeccanico polso-mano – come la sindrome del tunnel carpale, tendinopatie del distretto mano-polso o la sindrome pronatoria dell’arto superiore – oltre a cervicalgie e lombalgie, sono infatti le principali disfunzioni a carico dei videoterminalisti.

Ma secondo l’INAIL, come ha puntualizzato nel documento del 2010, le problematiche che possono insorgere a carico di questi lavoratori sono anche oculo-visive e astenopia. Mal di testa, rigidità della nuca, bruciore agli occhi, dolori in corrispondenza di spalle, braccia e mani, sono solo alcuni dei disturbi che sempre più frequentemente interessano i videoterminalisti.

Lo studio dimostra il valido aiuto osteopatico per i lavoratori al videoterminale

Lo studio pilota presentato dagli osteopati Michelin e Albertelli al Congresso ANPIG 2020 ha dimostrato l'efficacia del Trattamento Manipolativo Osteopatico nel miglioramento del P.P.C. senza che ai pazienti fosse assegnato alcun esercizio ortottico a livello dei muscoli oculari. Questo miglioramento si è ipotizzato sia attribuibile ad un allineamento della regione cervico-dorsale in probabile riferimento neurologico è presente al nucleo di Budge, ovvero alle fibre nervose neurovegetative che vanno ad innervare il nervo oculo motore. In ambito tecnico, l'osteopata  agisce sulla postura in maniera biomeccanica, respiratoria e circolatoria e biopsicosociale. L'approccio dell'osteopata dal punto di vista biomeccanico è quello di osservare le asimmetrie del sistema muscolo scheletrico, valutarne la giusta "mobilità" e trattare i punti considerati causa delle restrizioni di mobilità, non necessariamente nella sede del sintomo. L'osteopata valuta anche, oltre al sistema muscolo-scheletrico, le pressioni intracavitarie, testando la respirazione del paziente  e trattando le zone diaframmatiche e toraciche interessate da restrizioni di mobilità. Anche l'abbassamento della soglia del dolore potrebbe essere attribuibile all'effetto del trattamento manipolativo osteopatico sul sistema nervoso, così come ottimi risultati sono stati perseguiti riguardo gli effetti benefici dell'osteopatia nella riduzione dello stress e del tempo di addormentamento.

Il Trattamento Manipolativo Osteopatico svolto ad ogni seduta seguiva esclusivamente le evidenze cliniche riscontrate all'anamnesi, all'osservazione posturale e confermate dai test osteopatici, analizzando per ciascun soggetto le risposte prodotte ai test di entrata e confrontate con i test d'uscita.

Significativo è parso il risultato dello studio pilota anche nel riferimento alla collaborazione tra osteopati e fisioterapisti. Al riguardo, si dimostra la diversità essenziale delle due professioni, esercitate in base a diverse competenze in termini di cooperazione interdisciplinari a beneficio dei pazienti. Ogni reciproca esclusione, parcellizzazione o sovrapposizione di competenze tra le stesse attività è pertanto messa in discussione dalle modalità e dalle risultanze del lavoro reso noto.